giovedì 29 settembre 2011

Comma ammazza-blog. Post dedicato a Gasparri & C.

Premessa: mi reputo una persona a 360°, questo vuol dire che se parlo di cucina parlo di me ed in me c'è tutto. Credo ancora che quel che è pubblico è privato e ciò che è privato è anche pubblico. Per questo aderisco.

Nobavaglio
Premessa: ieri sera a Porta a Porta si è parlato del comma 29, il cosiddetto ammazza-blog, ma gli spettatori di certo non avranno capito di cosa si tratta. E siccome per Gasparri e dintorni Internet è uno strumento micidiale, è evidente che i nostri politici e la nostra classe dirigente 1) non sanno niente della rete e pure legiferano su di essa 2) non hanno idea del mondo che c'è qui dentro 3) hanno bisogno di un corso full immersion del comma ammazza-blog che stanno per legiferare. Bene il corso glielo offriamo noi, gratuitamente, perché caro Gasparri sì, Internet è uno strumento micidiale di libertà, di creatività, di condivisione di sapere e di conoscenza. Mondi inesplorati, capisco perfettamente (Arianna).

Probabilmente oggi stesso ricomincerà il dibattito parlamentare sul disegno di legge in materia di riforma delle intercettazioni, disegno di legge che introdurrebbe, una volta approvato, numerose modifiche al nostro ordinamento lungo tre direttrici: limitazioni alla utilizzabilità dello strumento delle intercettazioni da parte dei magistrati; divieto di pubblicazione di atti di indagine per i giornalisti, anche se si tratta di atti non più coperti da segreto; estensione di parte della normativa sulla stampa all’intera rete.
Cerchiamo di chiarire sinteticamente i dubbi espressi in materia.

Il disegno di legge di riforma delle intercettazioni ha un impatto significativo sulla rete?
Il ddl di riforma della normativa sulle intercettazioni influisce sulla rete in due modi, innanzitutto perché le limitazioni introdotte dal ddl in merito alla pubblicabilità degli atti di indagine riguarda, ovviamente, anche la rete, relativamente al giornalismo professionale, ma soprattutto perché in esso è presente il comma 29 che è scritto specificamente per la rete. Cosa prevede il comma 29? Il comma 29 estende parte della legislazione in materia di stampa, prevista dalla legge n. 47 del 1948, alla rete, in particolare l’art. 8 che prevede la cosiddetta “rettifica”.

Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere dei media unidirezionali e di bilanciare le posizioni in gioco. Nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, un semplice cittadino potrebbe avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie, e comunque ne trascorrerebbe molto tempo con ovvi danni alla sua reputazione. Per questo motivo è stata introdotta la rettifica che obbliga i direttori o i responsabili dei giornali o telegiornali a pubblicare gratuitamente le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti che si ritengono lesi.

Il comma 29 estende la rettifica a tutta la rete?
La norma in questione estende la rettifica a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”. La frase “ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica” è stata introdotta in un secondo momento proprio a chiarire, a seguito di dubbi sorti tra gli esperti del ramo che propendevano per una interpretazione restrittiva della norma (quindi applicabile solo ai giornali online), che la norma deve essere invece applicata a tutti i siti online. Ovviamente sorge comunque la necessità di chiarire cosa si intenda per “siti informatici”, per cui, ad esempio, potrebbero rimanere escluse la pagine dei social network, oppure i commenti alle notizie. Al momento non è dato sapere se tale norma si applicherà a tutta la rete, in ogni caso è plausibile ritenere che tale obbligo riguarderà gran parte della rete.

Entro quanto tempo deve essere pubblicata la rettifica inviata ad un sito informatico?
Il comma 29 estende la normativa prevista per la stampa, per cui il termine per la pubblicazione della rettifica è di due giorni dall’inoltro della medesima, e non dalla ricezione. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”.

E’ possibile aggiungere ulteriori elementi alla notizia, dopo la rettifica?
Il ddl prevede che la rettifica debba essere pubblicata “senza commento”, la qual cosa fa propendere per l'impossibilità di aggiungere ulteriori informazioni alla notizia, in quanto potrebbero essere intese come un commento alla rettifica stessa. Ciò vuol dire che non dovrebbe essere nemmeno possibile inserire altri elementi a corroborare la veridicità della notizia stessa.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è sostanzialmente quella della legge sulla stampa, la quale chiarisce che le informazioni da rettificare non sono solo quelle contrarie a verità, bensì tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni “da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità”, laddove essi sono i soggetti citati nella notizia. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia. Non si tratta affatto, in conclusione, di una valutazione sulla verità, per come è congegnata la rettifica in sostanza si contrappone la “verità” della notizia ad una nuova “verità” del rettificante, con ovvio scadimento di entrambe le “verità” a mera opinione (Cassazione n. 10690 del 24 aprile 2008: “l’esercizio del diritto di rettifica… è riservato, sia per l’an che per il quomodo, alla valutazione soggettiva della persona presunta offesa, al cui discrezionale ed insindacabile apprezzamento è rimesso tanto di stabilire il carattere lesivo della propria dignità dello scritto o dell’immagine, quanto di fissare il contenuto ed i termini della rettifica; mentre il direttore del giornale (o altro responsabile) è tenuto, nei tempi e con le modalità fissate dalla suindicata disposizione, all’integrale pubblicazione dello scritto di rettifica, purché contenuto nelle dimensioni di trenta righe, essendogli inibito qualsiasi sindacato sostanziale, salvo quello diretto a verificare che la rettifica non abbia contenuto tale da poter dare luogo ad azione penale”).

Come deve essere inviata la richiesta di rettifica?
La normativa non precisa le modalità di invio della rettifica, per cui si deve ritenere utilizzabile qualunque mezzo, fermo restando che dopo dovrebbe essere possibile provare quanto meno l’invio della richiesta. Per cui anche una semplice mail (non posta certificata) dovrebbe andare bene.

Cosa accade se non rettifico nei due giorni dalla richiesta?
Se non si pubblica la rettifica nei due giorni dalla richiesta scatta una sanzione fino a 12.500 euro.

Che succede se vado in vacanza, mi allontano per il week end, o comunque per qualche motivo non sono in grado di accedere al computer e non pubblico la rettifica nei due giorni indicati?
Queste ipotesi non sono previste come esimenti, per cui la mancata pubblicazione della rettifica nei due giorni dall’inoltro fa scattare comunque la sanzione pecuniaria. Eventualmente sarà possibile in seguito adire l’autorità giudiziaria per cercare di provare l’impossibilità sopravvenuta alla pubblicazione della rettifica. È evidente, però, che non si può chiedere l’annullamento della sanzione perché si era in “vacanza”, occorre comunque la prova di un accadimento non imputabile al blogger.

La rettifica prevista dal comma 29 è la stessa prevista dalla legge sulla privacy?
No, si tratta di due cose ben diverse anche se in teoria ci sarebbe la possibilità di una sovrapposizione parziale. La legge sulla privacy consente al cittadino di chiedere ed ottenere la correzione di dati personali, mentre la rettifica ai sensi del comma 29 riguarda principalmente notizie.

Con il comma 29 si equipara la rete alla stampa?
Con il suddetto comma non vi è alcuna equiparazione di rete e stampa, anche perché tale equiparabilità è stata più volte negata dalla Cassazione. Il comma 29 non fa altro che estendere un solo istituto previsto per la stampa, quello della rettifica, a tutti i siti informatici.

Con il comma 29 anche i blog non saranno più sequestrabili, come avviene per la stampa?
Assolutamente no, come già detto con il comma 29 non si ha alcuna equiparazione della rete alla stampa, si estende l’obbligo burocratico della rettifica ma non le prerogative della stampa, come l’insequestrabilità. Questo è uno dei punti fondamentali che dovrebbe far ritenere pericoloso il suddetto comma, in quanto per la stampa si è voluto controbilanciarne le prerogative, come l’insequestrabilità, proprio con obblighi tipo la rettifica. Per i blog non ci sarebbe nessuna prerogativa da bilanciare.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Se ritengo che la rettifica non sia dovuta, posso non pubblicarla?
Ovviamente è possibile non pubblicarla, ma ciò comporterà certamente l’applicazione della sanzione pecuniaria. Come chiarito sopra la rettifica non si basa sulla veridicità di una notizia, ma esclusivamente su una valutazione soggettiva della sua lesività. Per cui anche se il blogger ritenesse che la notizia è vera, sarebbe consigliabile pubblicare comunque la rettifica, anche se la stessa rettifica è palesemente falsa.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica, il titolare del dominio, il gestore del blog?
Questa è un’altra problematica che non ha una risposta certa. La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi è il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Anche qui non è possibile dare una risposta certa al momento. In linea di massima un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

Pensavo di creare un widget che consente agli utenti di pubblicare direttamente la loro rettifica senza dovermi inviare richieste. In questo modo sono al riparo da eventuali multe?

Assolutamente no, la norma prevede la possibilità che il soggetto citato invii la richiesta di rettifica e non lo obbliga affatto ad adoperare widget o similari. Quindi anche l’attuazione di oggetti di questo tipo non esime dall’obbligo di pubblicare rettifiche pervenute secondo differenti modalità (ad esempio per mail).

Pensavo di aprire un blog su un server estero, in questo modo non sarei più soggetto alla rettifica?

Per non essere assoggettati all’obbligo della rettifica è necessario non solo avere un sito hostato su server estero, ma anche risiedere all’estero, come previsto dalla normativa europea. E, comunque, anche la pubblicazione di notizie su un sito estero potrebbe dare adito a problemi se le notizie provengono da un computer presente in Italia.

E’ vero che in rete è possibile pubblicare tutto quello che si vuole senza timore di conseguenze? E’ per questo che occorre la rettifica?
Questo è un errore comune, ritenere che non vi sia alcuna conseguenza a seguito di pubblicazione di informazioni o notizie online, errore dovuto alla enorme quantità di informazioni immesse in rete, ovviamente difficili da controllare in toto. Si deve inoltre tenere presente che comunque l’indagine penale od amministrativa necessita di tempo, e spesso le conseguenze penali od amministrative a seguito di pubblicazioni online, si hanno a distanza di settimane o mesi. In realtà alla rete si applicano le stesse medesime norme che si applicano alla vita reale, anzi in alcuni casi la pubblicazione online determina l’aggravamento della pena. Quindi un contenuto in rete può costituire diffamazione, violazione di norme sulla privacy o sul diritto d’autore, e così via… Il discorso che spesso si fa è, invece, relativo al rischio che un contenuto diffamante possa rimanere online per parecchio tempo. In realtà nelle ipotesi di diffamazione o che comunque siano lesive per una persona, è sempre possibile ottenere un sequestro sia in sede penale che civile del contenuto online, laddove l’oscuramento avviene spesso nel termine di 48 ore.

Ho letto di un emendamento presentato da alcuni politici che dovrebbe risolvere il problema della rettifica. È un buon emendamento?
Già lo scorso anno fu presentato un emendamento da alcuni parlamentari, che sostanzialmente dovrebbe essere riproposto quest’anno, con qualche modifica. In realtà l’emendamento Cassinelli, dal nome dell’estensore, non migliora di molto la norma: allunga i termini della rettifica a 10 giorni, stabilisce che i commenti non sono soggetti a rettifica, e riduce la sanzione in caso di non pubblicazione. L’allungamento dei termini non è una grande conquista, in quanto l’errore di fondo del comma 29 è l’equiparazione tra rete e stampa, cioè tra attività giornalistica professionale e non professionale, compreso la mera manifestazione del pensiero, tutelata dall’art. 21 della Costituzione, esplicata dai cittadini tramite blog. Per i commenti la modifica è addirittura inutile in quanto una lettura interpretativa dovrebbe portare al medesimo risultato, anzi forse sotto questo profilo l’emendamento è peggiorativo perché invece di “siti informatici” parla di “contenuti online” con una evidente estensione degli stessi (pensiamo alle discussioni nei forum). Tale emendamento viene giustificato con l’esempio del blogger che scrive: “Tizio è un ladro”, ipotesi nella quale, si dice, Tizio ha il diritto di vedere rettificata la notizia falsa. Immaginiamo invece che Tizio effettivamente sia un ladro, la rettifica gli consentirebbe di correggere una notizia vera con una falsa. Se davvero Tizio non è un ladro, invece, non ha alcun bisogno di rettificare, può denunciare direttamente per diffamazione il blogger ed ottenere l’oscuramento del sito in poco tempo.

Ma in sostanza, quale è lo scopo di questa norma?
Una risposta a tale domanda è molto difficile, però si potrebbe azzardarla sulla base della collocazione della norma medesima. Essendo inserita nel ddl intercettazioni, potrebbe forse ritenersi una sorta di norma di chiusura della riforma, riforma con la quale da un lato si limitano le indagini della magistratura, dall’altro la pubblicazione degli atti da parte dei giornalisti. Poi, però, rimarrebbe il problema se un giornalista decide di aprire un blog in rete e pubblicare quelle intercettazioni che sul suo giornale non potrebbe più pubblicare. Ecco che il comma 29 evita questo possibile rischio.

Bruno Saetta - blog
@valigia blu - riproduzione consigliata

mercoledì 28 settembre 2011

biscotti bretoni

E' ricominciata la scuola ed è ricominciata anche la mia lotta quotidiana per la merenda. Cerco, per quanto posso, di non dare ai bambini delle merendine o quanto meno di limitarne l'utilizzo e questo sia perchè gli ingredienti non si possono dire naturali sia perchè, a mio avviso, alterano il gusto: sono tutte dolciastre ma quasi insapori, tutte della medesima consistenza con cose che sembrano cioccolato o creme o pan di spagna ma che in realtà agli originali non assomigliano nemmeno da lontano.
E così la guerra, iniziata ormai da un paio d'anni, è ripresa cone me che cerco di preparare cose buone, genuine che non si sbriciolino, che non contengano marmellata (non piace ad entrambi), non troppa cioccolata (piace ad entrambi), non siano enormi, neppure fritte e che magari si possano preparare ad inizio settimana ( o nel week end) e durino fino al venerdì.
E così eccomi alla prova dei bruscotti bretoni, una specia di frolla più friabile, sapore dolce ma non troppo, energetico ma non una bomba e forse potrebbe sbriciolarsi ma con il mio imballo (prima avvolti nella carta da cucina e poi nell'alluminio) non è accaduto.

Ingredienti:
200 gr burro morbido
3 rossi d'uovo + 1
120 gr di zucchero
370gr farina
1 pizzico di sale

Preriscaldare il forno a 160°, intanto mescolare il burro con lo zucchero ed i 3 rossi d'uovo, fino ad ottenere una crema morbida, poi aggiungere la farina e mescolare fino ad ottenere una pasta leggermente granulosa, a questo punto mettere tutto in frigo per almeno 20 minuti.
Passato il tempo stendere la pasta col mattarello ad una altezza di 4  -  5 mm e tagliare i biscotti, io l'ho fatto con un bicchiere ma ovviamente coppapasta o formine sono benvenuti, li ho punzecchiati nella parte inferiori e messi su una teglia da forno rivestita di carta forno, li ho spennellati un paio di volte a distanza di 5 minuti con l'ultimo rosso d'uovo allungato con un po' d'acqua ed infornati per 10 / 15 minuti.
Una volta freddati li ho messi in una scatola di latta ricprendo ogni strato di carta forno.
A me sono sembrati buoni, mia figlia, dopo averli assaggiati ed avermi garantito che andavano più che bene per la sua merenda, me ne ha riportato mezzo a casa...la guerra continua...





martedì 27 settembre 2011

LE ZUPPE

LE ZUPPE - 600 piatti delle cucine regionali - Slow Food Editore
€ 18,00 - ISBN 9788884991973 - 576 pagg.

Ho acqustato questo libro perchè, solo sfogliando le prime pagine, mi si sono materializzate davanti zuppe, minestre, passati di verdure, piene di odori e profumi. Li vedevo davanti a me, profumate e fumanti, ricette antiche che rievocavano un passato ancestrale, semplici e spesso immediate. Ogni capitolo ha un'introduzione che fa venire voglia di mettersi in cucina. Me ne sono innamorata. E' bello da leggere di per sè oltre ad essere un libro di cucina. Non ci sono foto, e questo tiene basso il prezzo oltre a "costringere" ad immaginare, come i vecchi libri di cucina.

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mercoledì 21 settembre 2011

torta rustica di fine estate

Primo giorno d'autunno, il sole è ancora caldo ma da noi c'è vento, abbastanza per non soffrire più di quell'afa soffocante dei giorni scorsi.
Stamattina abbiamo ripreso in mano l'orto e abbiamo piantato carote e carciofi, cavolfiori e broccoli, porri e radicchio.
Sono proprio soddisfatta e così ho preparato questa veloce torta rustica che, a parte la sfoglia, non ha neanche un grande apporto calorico.

Ingredienti:
n.1 confezione pasta sfoglia
4 patate medie
1 cipolla rossa di tropea
150 gr emmental
3 pomodori medi
sale e olio di oliva extra vergine
1 rametto maggiorana

Ho acceso il forno (elettrico ma non ventilato) a 180°.
Ho utilizzato una teglia per pizza di alluminio, l'ho foderata con la carta forno e steso sopra la pasta sfoglia.

Ho sbucciato e fatto a fettine sottili le patate e la cipolla rossa di Tropea e sciacquato e affettato i pomodori. Li ho conditi in un'insalatiera con sale, olio e le foglioline di maggiorana fresca, dopodichè ho distribuito tutto sulla pasta sfoglia.
Ho infornato e cotto per una mezz'oretta. Spento il forno ho lasciato la torta rustica dentro ancora per una decina di minuti e poi servita tiepida a tavola.
Nella foto è tutto ciò che ne è rimasto.

Il valore aggiunto di questo piatto è che, a parte la pasta sfoglia, è tutto coltivato da noi, anche l'olio è di nostra produzione.
Il cibo, così, ha tutto un altro sapore.

lunedì 19 settembre 2011

La Conserva della Neve - Parco dei Daini, Villa Borghese - Roma

mercoledì 14 settembre 2011

Blog a impatto zero - aggiornamento

Ogni blog, per funzionare, produce CO2. Doveconviene.it propone, per tutti i blog che aderiscono a questa iniziativa, di piantare un albero, in modo da annullare le emissioni prodotte.
Funziona? Sarà vero?
Proviamo, tutte le informazioni le trovate qui.

Aggiornamento.

Mi sono resa conto che la sintesi è un bene, ma stavolta ho esagerato ;o).
Sono andata a farmi un giretto sul sito in questione per capire, e quindi spiegare meglio, l'iniziativa.

In cosa consiste l'iniziativa?
Lo scopo è di ridurre le emissioni di anidride carbonica. Ogni anno un blog produce almeno 3,6kg di CO2, mentre un solo albero può eliminarne 5Kg e vive in media 50 anni!
Per ogni blog che aderisce al progetto viene piantato un albero, in modo da eliminare la produzione di anidride carbonica di ciascun sito per i prossimi 50 anni!
Un sito web produce una media di circa 0,02 g di CO2 per ogni visita, ipotizzando 15.000 pagine visitate al mese, questo si traduce in 3,6 kg di CO2 l’anno.
La Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) ha stimato che un albero trasforma ogni anno in media circa 10kg di CO2 in ossigeno.

Dove vengono piantati gli alberi?
Al momento, il progetto di riforestazione attivo è dislocato a Göritz. Si tratta di un piccolo villaggio tedesco, dove è in corso un progetto importante, che prevede la piantagione di 27,000 alberi.

Cos'è e di cosa si occupa Doveconviene.it?

Doveconviene.it si occupa di aggregare i volantini della catene commerciali ( Mediaworld, Unieuro, Ikea, Lidl solo per citarne alcune), in modo che gli utenti possano sfogliare i volantini e confrontare le offerte in un unico sito prima di effettuare i propri acquisti.

Grazie ad internet ed ai volantini digitali siamo in grado di salvaguardare il nostro pianeta, avendo sempre la possibilita di essere informati sugli sconti e le promozioni; vantaggi per il consumatore, per le aziende e anche per l’ambiente.

Oltre a far risparmiare carta e quindi a salvare alberi, da oggi Doveconviene.it vuole anche a piantarne di nuovi con l'iniziativa "il tuo blog ad impatto zero", che permette a chiunque aderisca, in maniera totalmente gratuita, di abbattere l'impatto ambientale del proprio sito o blog.

Per maggiori dettagli sul progetto, la scelta delle piante e l'ecosistema in cui si inserisce, visita
http://www.iplantatree.org/project/7 Volantini Doveconviene per l'ambiente

Zucche & zucche

Edizioni del Baldo - € 6,00 - ISBN 8863635390

Volevo iniziare le mie recensioni librario culinarie con questo libricino che assomimiglia ad un quaderno. Quest'anno ho ottenuto ben 4 zucche, 2 normali ma 2 veramente fuori misura e così ho cominciato a guardarmi intorno su come le avessi potute utilizzare e così mi sono imbattuta in questo libro. All'interno ci sono non solo 150 ricette, notizie curiose e soprattutto, quello che mi ha attirato era una grafica veramente allettante.

More about Zucche and zucche

martedì 13 settembre 2011

Ma cosa ci fa una libreria in cucina ?

Volevo inaugurare questa nuova sezione del blog dove posso parlare dei miei libri di cucina perchè è vero che molto spesso l'ispirazione la prendo dalla rete ma i libri hanno un altro fascino, rimane per me incredibile sfogliare, leggere, annusare un libro, ancora di più uno di cucina. Negli anni ne ho accumulati una discreta quantità e, anche se meno di prima, almeno due o tre l'anno ne compro.
Col tempo sono diventata più esigente e loro, i libri, sono diventati più cari, quindi bisogna acquistarli con maggiore attenzione e sebbene il mio metodo di scelta sia assolutamente personale (non credo di aver acquistato mai, tranne forse un caso un libro pubblicizzato) mi piace l'idea di avere un angolo dove poter dare la mia opinione sui libri acquistati.
Lo dico prima, nessuno mi paga per dire bene o male o così così di un libro, questo è un quaderno con opinioni personali riguardo tutto ciò che scrivo e come tale deve essere preso.

lunedì 12 settembre 2011

L'INIZIO DELLA FINE

Il titolo è un po' definitivo, ma non era proprio quello il senso.
Oggi sono tornati a scuola, la Grande e il Piccolo. Negli ultimi 10 giorni era stata desiderata, si annoiavano, faceva caldo ma si stava a casa, i compiti, per chi ce li aveva, erano stati finiti in tempo, ogni tanto il pomeriggio si andava ai giardinetti, una festa di compleanno per rompere la noia di questo autunno che non vuole saperne di arrivare.
Avevamo fatto acquisti: grembiuli nuovi, quadernoni e la Grande aveva anche scoperto un paio di ballerine che aveva dimenticato di avere e pure il Piccolo aveva ritrovato le sue scarpe chiuse dopo 3 mesi di ciabatte e piedi scalzi.
Insomma tutto era pronto per questa mattina. Grembiuli e cartelle.
Miracolosamente la Grande e suo Padre sono riusciti ad uscire puntuali, arrivati a scuola non c'era nessuno, dopo qualche minuto la Grande lo ha congedato: Vai vai e con un bacio si sono salutati sul portone semideserto della scuola elementare.

Il Piccolo ed io ce la siamo presa comoda e verso le 8,20 siamo usciti di casa dopo 5 minuti persi ad allacciare il grembiule a quadretti. Era il primo giorno di scuola dell'ultimo anno della materna, si preannunciava un anno caldo, non solo metereologicamente, alla scuola materna sarebbe tornata al Maestra Terribile ed i genitori erano tutti sul piede di guerra. Di certo io non ero troppo tranquilla, non volevo che il Piccolo avesse brutti ricordi della scuola materna anche in vista della scuola elementare.
Eravamo pronti, siamo usciti, belli carichi, io che gli facevo il pippone sul fatto che dovesse fare il bravo, che ormai faceva parte dei Grandi, che avrebbe dovuto aiutare le maestre, etc etc.
Arrivati davanti alla scuola ci siamo accorti che lo zainetto era rimasto a casa, girata la macchina, recuperato lo zainetto e tornati  a scuola (magie che si possono fare quando si abita in un paese di poco più di mille anime...).
Bambini che sciamavano ovunque, mamme che entravano ed uscivano, una bimba che tentava, serenamente, la fuga e che veniva regolarmente recuperata da un solerte bidello.
Il Piccolo si nasconde, dietro le porte, dietro di me e alla fine il Pianto e, ad un certo punto, appare lei, la Maestra Terribile. Sorriso timido, sapeva che non la si sarebbe accolta a braccia aperte, invece io in quel momento avevo bisogno di essere salvata da un Figlio Mammone reduce da 3 mesi di "pura vacanza" (cit. sigla Phineas & Ferb) preso da crisi di pianto. La Maestra Terribile lo ha preso in braccio e poi rimesso a terra (pesa troppo) e poi gentilmente lo ha portato in classe parlandogli con la voce più dolce che aveva, che non era granchè, ma si stava sforzando, ed io apprezzo molto gli sforzi.
L'inizio della fine c'è stato, il diavolo non è stato, almeno all'inizio, nero come lo avevamo dipinto.
Ora li vado a recuperare ed ascoltare, se hanno voglia, il loro primo giorno di scuola.

martedì 6 settembre 2011

Liquore al basilico

50 foglie grandi di basilico
500 gr alcool 95°
300 gr zucchero
700 gr acqua

Tempo di preparazione: 2 giorni
Invecchiamento: almeno 1 mese

In una bottiglia o recipiente a chiusura ermetica inserire le foglie di basilico e coprirle con l'acool. Lasciarle in infusione per 24 ore.
Passate le 24 ore mettere sul fuoco bassissimo l'acqua e lo zucchero, mescolare finchè lo zucchero non sarà completamente sciolto e quindi l'acqua sarà totalmente limpida. Non dovrebbe essere particolarmente calda, aggiungerla all'alcool con le foglie di basilico e lasciare in infusione ancora 24 ore.
Passate anche queste 24 ore filtrare il tutto e chiudere in bottiglia (da circa 1,5 l) e sistemare al buio e non caldo per 1 mese circa.

Consigli per l'uso: si può bere freddissimo liscio oppure allungato con la Schweppes oppure allungato con acqua bollente, come fosse un punch al basilico.