martedì 6 settembre 2011

Liquore al basilico

50 foglie grandi di basilico
500 gr alcool 95°
300 gr zucchero
700 gr acqua

Tempo di preparazione: 2 giorni
Invecchiamento: almeno 1 mese

In una bottiglia o recipiente a chiusura ermetica inserire le foglie di basilico e coprirle con l'acool. Lasciarle in infusione per 24 ore.
Passate le 24 ore mettere sul fuoco bassissimo l'acqua e lo zucchero, mescolare finchè lo zucchero non sarà completamente sciolto e quindi l'acqua sarà totalmente limpida. Non dovrebbe essere particolarmente calda, aggiungerla all'alcool con le foglie di basilico e lasciare in infusione ancora 24 ore.
Passate anche queste 24 ore filtrare il tutto e chiudere in bottiglia (da circa 1,5 l) e sistemare al buio e non caldo per 1 mese circa.

Consigli per l'uso: si può bere freddissimo liscio oppure allungato con la Schweppes oppure allungato con acqua bollente, come fosse un punch al basilico.


martedì 7 giugno 2011

BRIOSCINE ZUCCHEROSE

Trovare qualcosa che i figli accettino di mangiare per merenda sta diventando assai difficile.
Così sono andata a cercare in giro qualcosa di sfizioso ma anche genuino e sono cascata su queste brioscine.
Ho temporeggiato assai a farle, ma da quando l'esimio genitore mi ha fatto dono di questo è veramente semplice e veloce.
E i bambini hanno gradito discretamente...

Ingredienti

250 gr farina 00 (in origine era manitoba ma seguendo il loro spunto ho preferito usare una semplice 00)
165 gr burro
2/3 uova + 1 tuorlo
50 gra zucchero
10 gr lievito fresco
2 cucchiai di latte
1 cucchiaino di sale
granella di zucchero

Ho mescolato prima gli ingredienti secchi (farina, zucchero e sale) e poi ho aggiunto le uova ed il latte e, infine, il lievito.
La consistenza deve essere tipo pasta di pane, quindi, se necessario, aggiungere un po' di farina o, nel caso fosse troppo duro (ma non mi è mai capitato) aggiungere un po' di latte.
Far lievitare coperto per un'oretta.
Passato il tempo trasferire la pasta lievitata su un piano infarinato e farne un salsicciotto da suddividere in 9 palline da mettere negli stampi da muffin e lasciare lievitare un paio d'ore.
Accendere il forno a 180° (elettrico e non ventilato), spennellare le brioscine col tuorlo d'uovo, cospargere con la granella di zucchero ed infornare a forno caldo per 15/20 minuti.


martedì 31 maggio 2011

TE' FREDDO

L'altro giorno ero al supermercato con mia figlia e mi ha chiesto di comprarle una bottiglia di tè al limone da tenere in fresco visto il caldo. Siccome in genere non chiede niente, tanto meno bibite e siccome è una che non beve (fino a 2 anni beveva esclusivamente camomilla calda, un biberon dopo pranzo ed uno dopo cena e quando ha smesso il biberon è stato un continuo finisci l'acqua...) non ho fatto storie. Assieme abbiamo letto gli ingredienti, cosa ci dovrebbe essere? acqua, tè, zucchero e acido ascorbico e cosa trovo? conservanti ed esaltatori di sapidità. Ma stiamo scherzando? Questa riflessione l'abbiamo fatta assieme. Abbiamo acquistato una bottiglia di tè di marca, una a marchio supermercato e oggi ci facciamo il tè freddo da sole.
Pare facile.

Mia nonna lo faceva mettendo l'acqua in un pentolino di alluminio, quando bolliva ci metteva le sue bustine di earl grey della twinings, dopo qualche minuto le toglieva, limone, zucchero, tuttto dentro una bottiglia di vetro col tappo e via in frigo.
Non l'ho mai fatto, bevo tè ma caldo, in inverno.
Cerco in giro dosi e quantità e trovo 2 scuole di pensiero: infusione calda e infusione fredda.
Cacchio! Che fare? Due esperimenti!!
Ho preso una bottiglia di vetro pulita da 1 litro, l'ho riempita di acqua del rubinetto, ci ho messo 3 bustine di earl grey della twinings e la scorzetta di mezzo limone, più o meno come dicono qui, non è estremamente dettagliato per i tempi. Io l'ho tenuto per una nottata e la mattina dopo ho aggiunto 3 cucchiai di zucchero (misto tra bianco e zucchero di canna). Ho mescolato scuotendo la bottiglia.
Il sapore era veramente buono, niente retrogusto amaro, dolce al punto giusto.
Questa infusione a freddo è stata veramente una bella scoperta.

Parallelamente ho seguito le sue indicazioni e ho messo a bollire 1 litro d'acqua e, a bollore, ho messo 3 bustine, questa volta di infrè, perchè la consumatrice finale è una bambina di 7 anni ed è vivace di suo;o).
Passati i 5 minuti di infusione, abbiamo buttato le bustine e abbiamo aggiunto 4 cucchiai di zucchero e 4 fette di limone, senza scorza (usata da mio marito per il liquore alla salvia, ma questa è un'altra storia...), mescolato tutto e siamo rimaste in attesa che stiepidisse.
Quando la temperatura era decente lo abbiamo trasferito in una bottiglia filtrandolo (soprattutto per eliminare i semi di limone) e messo in frigo.
Il sapore era buono, forse ci sarebbe andato un cucchiaio in più di zucchero (onestamente il tè infrè non è il massimo...).

In conclusione infusione a freddo vs. infusione a caldo, direi 1 - 1.


p.s. questa volta la foto NON è mia, ma recuperata da un sito di immagini gratis...

lunedì 4 aprile 2011

TORTA ALL'ARANCIA

Un po' di tempo fa avevamo deciso, con lei di fare un post a quattro mani e due cucine, ma non dedicandoci solo alla cucina, i nostri tempi non sono coincisi. Abbiamo fatto le torte in contemporanea ma poi non siamo riuscite a sincronizzarci sui post e così mi era rimasta questa torta, buonissima, fatta per un venerdì pomeriggio in cui 5 settenni hanno invaso casa.
E' assai semplice ma il profumo che si spande per la casa è inebriante.

Ingredienti:

80 gr. burro
100 gr. zucchero
2 uova
scorza di un'arancia
il succo di 2 arance
200 gr di farina
1 bustina di lievito per dolci

Ingredienti per la glassa:
1 busta grande zucchero a velo
1 arancia

Nel mixer, con le fruste, ho messo lo zucchero, il burro morbido (l'ho tirato fuori dal frigo un paio d'ore prima), i tuorli e ho fatto andare ad una velocità media finché si è formata una bella crema morbida, poi ho aggiunto la scorza dell'arancia tagliata finissima, il succo e poi la farina ed il succo delle 2 arance.
A parte ho montato a neve ferma gli albumi delle 2 uova e poi li ho uniti lentamente all'impasto, a mano, per timore che si smontassero.
Ho imburrato ed infarinato uno stampo da plum cake e l'ho infornata a 180° (a forno già caldo e non ventilato) per una mezz'oretta.
Sfornata la torta ho preparato la glassa: in un pentolino ho messo lo zucchero a velo e il succo d'arancia, poi l'ho messo sul fuoco più piccolo che avevo al minimo e l'ho fatto andare per 5/6 minuti, girando sempre.
Quando è arrivato alla consistenza che volevo (tipo miele) l'ho colato sulla torta sformata.

lunedì 7 marzo 2011

TORTA DI MERINGA AL CIOCCOLATO

Può una foto entusiasmare tanto da convincerti a preparare quel piatto anche se non lo hai mai fatto e provarlo proprio il giorno in cui hai invitato a pranzo amici che non vedevi da anni? Ma si certo, che domande...
 Adoro i dolci e ovviamente il cioccolato e questo era il dolce giusto per concludere un bel pranzo, un dolce da assaporare con calma, chiacchierando, se esistono i dolci da meditazione, beh questo è uno di loro, assolutamente.
La ricetta è di Nigella e si compone di n.3 dischi di meringa al cacao alternati a della crema pasticcera al cioccolato.

Prima fase: dischi di meringa al cacao
Ingredienti:
n. 3 placche da forno
6 albumi
300 gr zucchero di canna semolato
3 cucchiai cacao in polvere (anche se non specificato ho utilizzato quello amaro)
1 cucchiaino di aceto di vino rosso (io ho usato quello balsamico)

Innanzitutto accendere il forno a 140°.
Separare gli albumi dai tuorli (che serviranno poi per la crema pasticcera) e montarli a neve ferma, aggiungere lo zucchero e poi il cacao e l'aceto. Mi raccomando aggiungere tutto delicatamente, un cucchiaio per volta e mescolare dal basso verso l'alto senza troppa energia, perché gli albumi sono abbastanza suscettibili.
Fatto ciò predisponete su ogni placca un foglio di carta da forno e disegnate sopra un cerchio del diametro di 20 cm e dividete il composto per tre ed infornate per un'ora.
Non ho tre placche da forno, solo due, quindi i tempi mi si sono allungati.
Se anche voi non disponete di tre placche, potete seguire il consiglio di Nigella, preparare le tre meringhe la sera prima e lasciarle, una volta cotte, nel forno chiuso e spento, per tutta la notte.
Mentre le meringhe si cuociono si passa alla seconda fase: la crema pasticcera.
Secondo me il nome non è corretto perché è diversa, è una crema pasticcera alla panna con una consistenza cremosa difficile da descrivere.

Ingredienti:
6 tuorli
100 gr zucchero di canna semolato
2 cucchiai di cacao in polvere amaro
2 cucchiai di farina
300 ml latte intero
300 ml panna fresca
100 gr cioccolato (ho utilizzato quello al latte per una svista al momento dell'acquisto)
1 bustina di vanillina
20 gr pistacchi tritati

Mettere in un pentolino latte e panna, a fuoco bassissimo per scaldarli, intanto fare una crema con i tuorli e lo zucchero. Quando il composto di latte e panna si è scaldato, unirlo alla crema di uova e zucchero, mescolare bene facendo sciogliere lo zucchero e rimettere tutto sul fuoco sempre a fiamma bassissima.
Girare spesso perché la crema pasticcera è bastarda dentro e si attacca all'improvviso.
Quando ha raggiunto una consistenza cremosa, non troppo densa perché poi rimarrebbe difficile da spalmare (per intenderci non l'ho fatta bollire), spegnere e lasciarla freddare.
Se avete tempo lasciarla da parte con una spolverata di zucchero a velo in superficie per evitare che si formi la pellicina sopra, se andate di fretta riempire il lavello di acqua freddissima, mettere a "bagnomaria" il pentolino con la crema e mescolare diverse volte finché la crema non si fredda (un abbattitore casalingo...).
A questo punto predisporre il piatto su cui vogliamo servire il dolce, mettere la prima meringa, spalmarla di crema al cacao, sovrapporre la seconda e spalmare anche questa di crema, aggiungere la terza e coprirla con tutta la crema che abbiamo.
In ultimo aggiungere i pistacchi tritati (che io non ho messo perché allergica).
Ora, Nigella dice che va ben per 12, onestamente noi eravamo 4 adulti e 3 bambini e ne sono avanzate 4 porzioni, quindi, o la utilizzate per 12 persone poco golose o per 8 assai golose, fate un po' voi...

giovedì 3 marzo 2011

Non è cucina...

Oggi non si cucina, oggi sono scattati i i ricordi.
Con lo sguardo verso il basso, leggermente spostato a sinistra, sintomo evidente di recupero di ricordi passati.
Vedo scorrere le immagini, come fosse un fil visto tempo fa.
Ho acquistato l'ultimo album di Vecchioni e l'ho messo alto mentre lavoravo e all'improvviso mi è tornato in mente quando, vent'anni fa, scoppiò la guerra nel Golfo, la prima.
Qui fecero il solito terrorismo, la gente corse nei supermercati a far incetta di beni di prima necessità come se la guerra fosse scoppiata da noi ed io la vissi come la prima vera guerra in cui mi sentivo coinvolta, ma perchè?
La CNN si schierò in prima linea per riprendere i soldati che sbarcavano nottetempo, tutti eravamo inchiodati davanti ai televisori a seguire quello che ci sembrava l'evento che segnava un tempo, un prima e un dopo.

Ci mobilitammo, chi tra di noi era contrario. Mi ricordo che col mio fidanzato dell'epoca, ma che fine avrà fatto? dove sarà?, andammo ad una manifestazione contro l'orrore di questa guerra, ma poi questa guerra scoppiò lo stesso.
A scuola, perchè ero al liceo vent'anni fa, la scuola era occupata. Per la guerra nel Golfo? Per la riforma dell'allora ministro della Pubblica Istruzione? Non ricordo.
All'epoca avevo il computer ed era connesso ad una rete primordiale e saltellavo, costosamente, tra le BBS, tra McLink ed Agorà e fu in quei luoghi che lasciai, su di una bacheca generalista, una richiesta di informazioni sull'Iraq e qualcuno, mi scusi se non ricordo più chi fosse, perchè allora ci si conosceva quasi tutti, mi lasciò (non si postava, non si inviava via mail, al massimo di uploadava) uno spaccato dettagliato della storia dell'Iraq, con storie di tribù, conquiste, tragedie, intromissioni di paesi occidentali e quant'altro. Stampai tutto con la mia stampante ad aghi e ne feci una "lectio magistralis" per un seminario di approfondimento organizzato durante l'occupazione della scuola.
Non ero sola dietro quella cattedra, mi sentivo piccola, intimorita dalle facce che avevo davanti ma anche portatrice di informazioni ottenute in modo differente.
Non ero sola, accanto, c'era un mio compagno di liceo, della mia età o forse più grande, un "pericoloso rivoluzionario", di quelli che ti massacravano con la diffusione di "Lotta comunista". Fu uno dei momenti più belli di quei due anni in quel liceo di periferia.
Oggi mi ritrovo madre e mia figlia ha una bimba libica in classe.
Chi mi conosce sa come ho preso di petto, in prima persona, la tragedia che sta avvenendo in Libia.
Quando sento le notizie, non so se sia un caso ma della rivolta libica, che hanno definito "rivoluzione del 17 febbraio" e che dire sono orgogliosa perchè è la data del mio compleanno, non ho visto immagini se non quelle dei quotidiani, dicevo quando sento le notizie non posso non pensare a quella faccetta sempre sorridente che, con un po' di timidezza e un po' col tono di chi sta dicendo una cosa ovvia, raccontava di quando, nei giorni scorsi, lei ed i suoi genitori ed i suoi fratelli, erano andati a mettere la bandiera nuova all'ambasciata libica (anche qui un caso ma l'ambasciata libica a Roma non è lontana da dove abitavo io, ci sarò passata almeno 720 quando andavo alle superiori, più gli anni dell'università, più le volte che facevo la baby sitter ad una bimba ormai diventata donna).
Mia figlia l'ha invitata a casa per giocare, perchè sebbene gli abbia spiegato, senza troppi giri di parole, cosa stia accadendo nella sua terra, per lei è un'amica come le altre, ci litiga, si spintonano, poi fanno pace, si passano pezzi di merenda, ridacchiano. E l'amica le ha risposto con un biglietto, tradizione che abbiamo inaugurato noi per testimoniarle, a nome di tutta la classe, la vicinanza per il dolore e per le preoccupazioni che possano avere in questo momento. Nel biglietto, ancora un po' sgrammaticato, diceva che era contenta per l'invito ma la mamma ancora non si fida a lasciarla sola, soprattutto ora che è così preoccupata per le sorti del suo Paese. Ma appena tutto sarà finito, allora si che verrà. E mia figlia, sempre con un biglietto, come se non si vedessero di persona, come amiche di altri tempi, le ha risposto che quando tutto sarà finito festeggeranno assieme, a casa nostra, e le farà trovare il kebab.
Il tempo è passato, il medioriente seguita ad essere in fiamme, senza pace.
Vent'anni fa ero io ed ora è lei, non che io non ci sia più, per carità, è forse uno dei momenti della mia vita in cui io ci sono più che mai ma questi due ricordi, uno lontano nel tempo, avrebbe detto Tenco, uno recente, di ieri sera, si sono legati assieme con Vecchioni che cantava e le parole, come un ruscello che viene giù dalla montagna, sono venute fuori una dietro l'altra, spontaneamente.

venerdì 25 febbraio 2011

Il pane di Nigella

Dopo aver visto un paio di puntate di Nigella Lawson sul Gambero Rosso me ne sono innamorata e, per il mio compleanno, mi sono fatta regalare l'uinco libro di ricette scritto da lei e tradotto in italiano e non ho resistito dal provare subito qualcosa. Questo è un pane di ispirazione araba.

Ingredienti: 500 gr farina 00 (sarebbe meglio la manitoba ma non ce l'avevo...) sale
3 cucchiaini di yogurt
2 cucchiaini di olio extra vergine d'oliva
1 bustina lievito di birra in polvere (o 1 cubetto se usi quello fresco)
Acqua tiepida
1 uovo

Mescolare prima gli ingredienti secchi, poi in un recipente graduato mettere lo 2 cucchiaini di yogurt e l'olio e poi aggiungere acqua tiepida fino ad arrivare a 350 ml. Mescolare bene e poi unire agli ingredienti secchi. A questo punto si può usare un mixer o un'impastatrice o le proprie manine, l'importante è mescolare tutto, aggiustando di farina o acqua, tanto quanto basta a farla diventare una pasta elastica. Ungere d'olio un contenitore capiente e versarci la pasta a cui avremo dato la forma di una palla. Coprirla e lasciarla lievitare per un'oretta. Passata l'oretta accendere il forno a 220°, sgonfiare la pasta lievitata, lasciarla riposare un attimo e poi dividerla (per avere le dimensioni di una rosetta ne ho fatti 9 pezzi) e mettere i pezzi su una placca da forno unta, coprirli e lasciarli riposare per una ventina di minuti, dopodichè spennellarli con un composto di uovo sbattuto e 1 cucchiaino di yogurt ed infornare per una quindicina di minuti. Il profumo è strepitoso, la consistenza morbidissima, farà prima a scomparire che a freddarsi...


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lunedì 21 febbraio 2011

Pasta coi broccoli di Leonardo

Un paio di anni fa, forse anche qualcosa meno,lo chef che lavora per il catering per cui ho lavorato che io fino a fine gennaio, un giorno, scendendo in cucina per pranzo, ci fece trovare una squisitezza. E' ovvio che sa fare ben altre cose, ma io credo che sia più difficile prerapare un piatto semplice, con pochi ingredienti con cui giocare, che non uno con svariati ingredienti, dove forse una "toppa" la puoi mettere. Ed è una delle poche ricette che nel tempo sono riuscita a rubargli, col suo permesso. E' semplice e gustosa e questo fa si che dia facilmente soddisfazione.

Ingredienti: 1 broccolo romanesco (quelli verdi a punta)
2 spicchi d'aglio qualche alice sott'olio un po' di pane raffermo oppure del pan carrè
3/4 filetti di alici
400 gr pasta corta
Olio extra vergine di oliva

Pulire bene il broccolo e farlo a pezzi. Nel frattempo mettere su una pentola d'acqua leggermente salata, quando bollirà buttarci il broccolo. Dopo una decina di minuti che ha ripreso il bollore dovrebbe essere pronto. Sebbene a me piaccia morbido e cremoso in questa occasione lo lascio leggermente duretto visto che poi lo devo ripassare in padella. Quando il broccolo è cotto scolarlo bene e metterlo da parte. Intanto mettere sul fuoco la pentola con l'acqua per la cottura della pasta, anche questa leggermente salata. Nel frattempo prendere una capiente padella ( ho un simil wok che fa al caso, ma una comune ampia padella funziona) versarci 3 cucchiai di olio, lasciarlo scaldare e poi versarci il pane raffermo o il pan carrè (avevo del pan carrè raffermo...) sminuzzato grossolanamento e ripassarlo finchè non si comincia a tostare, quando è pronto mettere da parte anche lui. Versare altri 4/4 cucchiai di olio nella medesima padella e poi gli spicchi d'aglio interi. Quando cominciano a prendere colore buttarli e versare le alici sott'olio e, con una forchetta, sminuzzarle finchè non si sciolgono nell'olio stesso, a questo punto versare anche il broccolo e ripassarlo per bene in padella. C'è chi lo ama intero e chi invece sfatto come una crema, io optato per la seconda versione quindi con il cucchiaio di legno ho mescolato più volte finchè il broccolo non si è sciolto.
A questo punto l'acqua della pasta bollirà, buttare la pasta, farla cuocere secondo le indicazioni o il proprio gusto e, quando è cotta e scolata grossolanamente, versarla nella padella e ripassarla qualche minuto col condimento e il pane raffermo tostato in padella.
Quando è tutto ben amalgamato portare in tavola.
Domenica eravamo in 10, inclusi i bambini (2) ed 1 kg di pasta è stato appena sufficiente...