mercoledì 21 dicembre 2011

Patate al forno by J.O.

Mi ricordo che una volta la cucina era appannaggio della Francia, dell'Italia e al massimo, per i più lungimiranti del Giappone.
Negli ultimi anni ho visto, positivamente, l'esplosione degli Stati Uniti (e come non poteva, visto il melting pot che li caratterizza?) e della Gran Bretagna.
Di chi si parla quando si parla di cucina inglese, quella divulgativa ed alla portata un po' di tutti? Ma di Nigella Lawson e di Jamie Oliver.
Il secondo l'ho scoperto in questi giorni, con le trasmissioni natalizie su Gambero Rosso e poi dal suo sito, attualmente solo in inglese ma chissà, se studiamo o se diventiamo tanti, potrebbero pure farcelo in italiano ;).
Sono stata colpita dalla comunicazione, l'immediatezza e diciamolo, anche dalla praticabilità delle ricette. Mi piace vedere chi cucina cose bellissime e buonissime, ricercate e raffinate ma poi io cucino tutti i giorni e se talvolta posso lanciarmi in cose più rocambolesche, nel quotidiano no, non posso ed entrambi i miei "amici" inglese invece hanno la caratteristica di proporre cose fattibili. Vi pare poco? A me no.
L'altro giorno Jamie Oliver proponeva una serie di ricette natalizie e di riciclo degli inevitabili avanzi. Spettacolare!! Tra le altre proposte c'erano ben 3 tipi differenti di patate al forno.
Bene, ho cominciato da lì. Le patate al forno sono la cosa più semplice ed immediata, non richiedono conoscenze culinarie particolari, solo qualche piccolo accorgimento.
Fatte come suggerite da Oliver sono buonissime, slurpose direbbe qualcuna ;).

Ingredienti per 4 persone:
circa 1 kg di patate, sbucciate e fatte a pezzi grossi
rosmarino, 2 rametti
aglio fatto a  pezzetti
timo, 2 rametti
la buccia di 1 clementina
burro, 1 cucchiaio da minestra colmo
sale e pepe

Far lessare le patate in acqua fredda salata per circa 15 minuti da quando inizia a bollire.
Far scaldare il forno a 180°.
Quando le patate si sono lessate scolarle.
In una teglia (Jamie Oliver usa delle magnifiche teglie smaltate anni cinquanta che mi fanno impazzire, ma questa è un'altra storia) versare un po' di olio di oliva ed il burro, mettere poi le patate.
In una ciotolina sminuzzare aglio, rosmarino e timo, aggiungere un po' di sale e pepe, bagnare bene con del buon olio d'oliva, mescolare bene e versarlo sulle patate, mescolare il tutto in modo che il condimento sia ovunque.
Pelare le clementine in modo da portar via la scorza e non il famoso bianco e sparpagliare le bucce tra le patate.
Infornare. Dopo 30 minuti estrarre le patate e delicatamente, con uno schiaccia patate tipo questo





o un altro aggeggio che possa essere usato per la stessa funzione, pressare delicatemente le patate in modo da aumentarne la superficie a contatto con la teglia. Infornare nuovamente per circa un'altra mezz'oretta, controllando e rigirando delicatamente.
Quando le sfornerete avranno non solo un profumo eccezionale ma anche una consistenza ed una crosticina strepitosa!!












giovedì 15 dicembre 2011

MOUSSE AL CIOCCOLATO



Finalmente il compleanno di mia figlia è passato.
Ho sentito ancora per qualche giorno il rumore dell'impastatrice nelle orecchie. Credo di aver preparato circa 80/100 muffins & cupcakes oltre ad una valanga di budini al cioccolato monoporzione (all'inizio avrei voluto fare i suoi ma non ce l'ho fatta (in termini di tempo) e così sono ricorsa ad un classico, veloce e rapido ;o).

Questo per la festa, quella coi bambini, la torta, il casino e la voglia di riabilitare Erode ;o). 
Invece il giorno prima abbiamo festeggiato in famiglia, siamo pochi, una decina al massimo. 

Menù forte ma essenziale pappardelle al ragù di istrice (specie protetta, quindi carne acquistata regolarmente), che da queste parti chiamano spinosa, e carne alla brace con insalata.

La figlia in questione ha detto che non voleva la torta e le candeline (cominciamo bene, ha solo 8 anni)e quindi mi sono sentita esonerata dal prepararla, ma non il dolce, serviva, come dire, il colpo di grazia.

Curiosando qui e là ho trovato questa ricetta. Lei la seguo da tempo, ho utilizzato diverse sue ricette, sempre venute bene ed al primo colpo, perchè non tentare?


Ingredienti per 10 mousse
500 g cioccolato fondente al 70%
250 ml panna fresca da montare
40 g zucchero a velo
8 albumi

Tirare fuori la panna dal frigo e far fondere il cioccolato a bagnomaria, quando è completamente sciolto, spegnere ed aggiungere la panna, non montata, liquida e mescolare bene e delicatamente.
A parte montare gli albumi a neve, quando iniziano a montare aggiungere lo zucchero a velo a pioggia seguitando a sbattere. 
Gli albumi devono essere duri.
Non resta che incorporare gli albumi al cioccolato stiepidito, delicatamente. Meno si mescola e meglio è, 5/6 volte, sempre dal basso verso l'alto per non smontarli.

Suddividere il composto in 10 bicchieri, coprire con la pellicola trasparente e mettere in congelatore (ho preferito, potendo scegliere, quello sopra al frigo piuttosto che il pozzetto, perchè è meno forte).
Per una mousse morbida tirar fuori dal frigo 10 minuti prima della consumazione.
Ho guarnito con panna montata.
Una goduria incredibile!!!


P.S. le qualità delle foto sono scadenti ma non c'era il tempo visto che l'ho preparata con poco anticipo e tutti, chissà perchè, avevano un fretta incredibile di mangiarla ;)) 


P.S:la ricetta avrebbe previsto il profumo d'arancia ma, facendo tutto all'ultimo minuto non lo avevo, se volete evitare gli aromi artificiali potete usare questa, direi un cucchiaino da caffè raso... 








martedì 6 dicembre 2011

Prova #3 Cookie a pois

Sempre in vista di questo fantomatico compleanno della figlia non solo seguito a trovare dolci e dolcetti che sarebbe bellissimo preparare, ma mi sono cimentata nella prova dei celeberrimi cookies.
Niente di complicato ma, nonostante cambi ricetta non vengono mai come quelli originali.
Così ci ho riprovato, tutto filava liscio finchè mi sono accorta di non avere più la cioccolata fondente.
Avrei potuto lasciarli bianchi, no. Metterci la granella di zucchero, no troppo stucchevole.
Mi sono saltati agli occhi degli zuccherini colorati.


Ingredienti:
125 gr burro
210 gr farina
40 gr fecola
100 gr zucchero di canna
90 gr zucchero
1 uovo
1 cucchiaino di lievito per dolci
zuccherini colorati

Accendere il forno a 170° e rivestire la placca del forno con la carta forno.
Tagliare il burro freddo a pezzetti e metterlo in una terrina, aggiungere gli zuccheri, un pizzico di sale e mescolate fino ad ottenere una consistenza spumosa. Aggiungere l'uovo e mescolare, aggiungere farina, fecola e lievito e mescolare ancora.
Fare delle palline grandi come noci, leggermente schiacciate e disporle sulla placca.
Ho distribuito sopra gli zuccherini ed infornato per 18 minuti circa, finchè non iniziavano a scurirsi.
Scaduto il tempo ho spento il forno ed aperto lo sportello, aspettando che si freddassero. Solo a quel punto li ho staccati ed inscatolati.

N.B non so esattamente di cosa siano fatti gli zuccherini colorati ma sono DURI...

domenica 4 dicembre 2011

Pane

Era molto tempo che non postavo qualcosa sul pane.
Non perchè non ne faccia, anzi, un giorno si ed uno no la mia pagnottina la sforno.
Diciamo che è diventata una piacevole abitudine assieme allo yogurt.
Ormai non misuro, non peso, vado ad occhio.
In questo caso:
300 gr farina 00
150 gr farina integrale
25 gr lievito di birra
1 bicchiere acqua tiepida
1/2 cucchiaino di sale fino
1 cucchiaino zucchero di canna

Procedo così: metto la farina 00 in un recipiente, poi aggiungo il lievito di birra sciolto nel bicchiere di acqua tiepida, mentre mescolo aggiungo il sale, se fosse troppo liquido aggiusto la consistenza aggiundo la farina integrale e poi lo zucchero di canna.
Impasto bene (con la planetaria 5 minuti di impasto al minimo) e poi lascio lievitare tutta la giornata.
Quando è il momento di infornare accendo il forno a 220°, predispongo la teglia (ne ho trovato un tipo di alluminio tipo plum cake ma un po' più larga) rivestendola internamente di carta forno, verso l'impasto, pratico dei tagli o nel senso della lunghezza o per traverso e copro con della carta alluminio.
Inforno per 30 minuti circa, tolgo la carta d'alluminio e lascio cuocere per altri 30 minuti.
Meglio sarebbe lasciarlo freddare un pochino, se ci si riesce.











giovedì 1 dicembre 2011

Prova #2 - Muffins marmorizzati

Sempre in vista della fatidica data ecco la seconda prova.
Li ho fatti quasi uno dietro all'altro (anche perchè i primi, a dire il vero, non sono stati apprezzati solo dalla gatta) e quindi non ho potuto seguire i suoi  consigli che, anche se scrive di tante cose, tra un cinguettìo e l'altro sui pendolari e non solo, dispensa sui muffins e sui blecs. Ne ho fatto tesoro e alla prossima prova vedrò che ne viene fuori.
Intanto questi son stati fatti.

Semplici ed elementari, come tutti i muffins, ma assai invitanti.

Ingredienti per 16 pezzi:
270 gr farina
175 gr zucchero
80 gr burro
280 ml latticello (= 140 ml latte + 140 ml yogurt intero + 4/5 gocce limone)
60 ml latte
2 uova
3 cucchiaini lievito per dolci
1/2 bustina preparto per budino al cioccolato (io ho sostituito con 2 cucchiai cacao amaro)
1/2 cucchiaino zucchero vanigliato (= 1 bustina di vanillina)
125 ml panna fresca

Come sempre, accendere il forno a 180°.
Predisporre gli stampi.
In  un contenitore mescolare 200 gr farina assieme a 2 cucchiaini di lievito.
In un altro contenitore sbattere 1 uovo assieme a 140 gr di zucchero e 50 gr burro fuso e tutto il latticello.
Incorporare gli ingredienti umidi a quelli secchi con pochi gesti, senza andare troppo per il sottile (i consigli di Sara).
Distribuire questo primo impasto equamente in tutti gli stampi.
Adesso prepariamo l'impasto scuro:
In un recipiente (ho recuperato quello di prima) ho mescolato la farina restante al lievito, alla vanillina ed al cacao. Ho sbattuto, a parte, l'altro uovo unendoci poi lo zucchero, il latte ed il burro fuso rimasto. Mescolato il minimo indispensabile ed incorporato la farina assieme al lievito.
A questo punto ho aggiunto mezza cucchiaiata ad ogni stampo fino a finire tutto l'impasto scuro.
Ho infornato per 25 minuti e dopo il solito controllo con lo stecchino, li ho lasciati altri 5 minuti nel forno spento, a quel punto tirati fuori ed estratti dagli stampi.

La ricetta prevedeva, una volta freddi, di montare la panna e decorarne con dei ciuffetti la sommità di ogni dolcetto, spolverizzando di cacao, cosa che non ho fatto, trattandosi di una prova e rifilandoli poi ai figli come merende a scuola.






martedì 29 novembre 2011

Prova #1 - Muffin cuore di cioccolato

A breve sarà il compleanno di mia figlia.
Ho ereditato da mmia madre una pessima abitudine: sperimentare ricette nuove direttamente con gli ospiti, senza provarle prima. In genere, tranne qualche eccezione, mi ha detto bene. Questa volta però, cerco di trovare il tempo per provarle prima perchè devo apportare delle modifiche alle ricette originali e quindi ho la necessità di vedere e capire se possono andare.
Ho pensato di fare muffin e cupcake di diversi tipi, da sostituire alle torte che solitamente sono presenti in tutti i "buffet" dei compleanni dei bambini.
I muffin (ed i cupcake) non sono affatto difficili, riescono anche al primo colpo solo che questi avevano una piccola incognita nella ricetta originale: il latticello.
Se mi ci sono imbattuta altre volte non ricordo, forse l'ho semplicemente sostituito con del latte, ma questa volta era presente in quasi tutte le ricette (perchè?) e soprattutto era indicato un modo per fare qualcosa di simile: metà latte, metà yogurt intero più qualche goccia di limone (proverò in altra sede anche il suggrimento dato da wikipedia ma al momento il primo suggerimento mi sembra assai veloce, e per me, efficace).

Ingredienti per 12 muffin:
250 gr farina
125 gr zucchero
50 gr burro (la ricetta originale proponeva 80 ml olio di semi*)
250 ml latticello (= 125 ml latte + 125 ml yogurt intero + 4/5 gocce limone)
1 uovo
100 gr cioccolato fondente
3 cucchiaini lievito per dolci
1 bustina di zucchero vanigliato
4 cucchiai di zucchero a velo
scaglie di cioccolato

Accendere il forno a 180° e mandarlo a temperatura, nel frattempo predisporre gli stampi per i muffin. Se si hanno le teglie imburrarle e/o oliarle ed infarinarle, oppure inserire i pirottini di carta. Se si hanno gli stampi in silicone si può versare l'impasto direttamente, senza alcuna operazione preliminare, oppure inserire i pirottini di carta e poi versare l'impasto.
Unire farina e lievito. A parte sbattere l'uovo poi aggiungere lo zucchero e lo zucchero vanigliato, il burro fuso (non deve friggere, solo sciogliersi) ed il latticello (ben inteso, se lo doveste trovare usatelo e soprattutto ditemi dove lo avete trovato...).
Incorporate la farina col lievito a questo impasto e mescolate.
Distribuire metà dell'impasto negli stampi, aggiungere 1 quadratino della tavoletta di fondente per ogni stampo e ricoprire con l'impasto avanzato. Non buttate o mangiate le scaglie di cioccolatache si formeranno quando tagliate la tavoletta a quadretti, servono!!
Infornare per 20 minuti. A tempo scaduto controllare sempre con lo stecchino o la lama di un coltello che l'interno sia asciutto e lasciare nel forno spento per altri 5 minuti, poi estraeteli delicatamente, dagli stampi.
Aspettate che si freddino, quindi con lo zucchero a velo e poca acqua fate una glassa densa, poi prendete il singolo muffin ed immergete la testa nella glassa e poi nelle scagliette di cioccolato.
Et voilà, les jeux sont fait.






E mentre facevo le foto fuori in giardino ho trovato subito chi ha apprezzato i miei muffin...


* ma io a) sono allergica all'olio di semi;
b) non mi piace il sapore che da ai cibi

mercoledì 23 novembre 2011

Crema di ceci e patate

L'autunno sembra arrivato.
Dopo una decina di giorni di freddo (qui da noi siamo arrivati anche a 0°) è arrivata la pioggia, l'umidità, quel tempo uggioso che caratterizza l'autunno.
Purtroppo assieme alle piogge arrivano, inevitabilmente (?) le tragedie. Ci stavamo riprendendo dai drammi della Liguria ed eccoci immersi, è il caso di dire, in quelli della Calabria. Non accetterò l'inevitabilità di queste morti, non si può morire perchè piove!!

Avevo in mente qualcosa di semplice e digeribile, da mangiare per cena, per scaldarci le ossa e un po' anche il cuore e così ho consultato il libro delle zuppe di Slowfood e mi sono lasciata ispirare da questa semplice crema di ceci e patate.

Ingredienti per 4 persone:
500 gr di ceci (ne ho utilizzati qualcosa in più ed ho utilizzato i ceci del solco dritto di Valentano che sono di questa zona - alta Tuscia viterbese)
1 kg patate
1 cipolla
6 spicchi d'aglio (ne ho usati solo 2, era pur sempre cena e c'erano anche i bambini...)
1 rametto di rosmarino
10 foglie di salvia
4/5 cucchiai olio extra vergine d'oliva
1/2 bicchiere polpa pomodoro
sale, pepe
bicarbonato di sodio

Come al solito, i ceci, quelli secchi, hanno bisogno di almeno 10 ore di ammollo, meglio con un cucchiaino di bicarbonato per renderli più morbidi.
Quando arriva il momento di cuocerli sciacquateli bene sotto l'acqua corrente in modo da mandare via tutte le impurità ed i residui del rinvenimento.
Pelare le patate e farle a cubetti.
Prendere un tegame capiente, mettere l'olio, la cipolla affettata e l'aglio, quando si cominciano a colorire aggiungere i ceci e le patate a tocchetti, rosmarino e salvia e coprire il tutto con acqua tiepida (l'acqua deve coprire appena gli ingredienti). Coprire e far raggiungere il bollore, a questo punto aggiungere la salsa di pomodoro ed un bel pizzicotto di sale grosso.
Lasciar cuocere, col fuoco al minimo, per almeno un'ora e mezza.
I ceci di Valentano sono più piccini e ci è voluto un po' di meno (me la sono cavata in meno di un'ora).
Quando sono ben cotti o col mixer ad immersione o travasando tutto nel frullatore, rendere il tutto ad una crema e rimettere sul fuoco se ha necessità di essere ulteriormente ristretta.
Versare nei singoli piatti e condire con un giro di olio a crudo (e se si vuole una leggera macinata di pepe).
A me è piaciuta, anche il marito ne è stato soddisfatto (lui che non ama i ceci) e diciamo che i figli, pur non amandoli l'hanno mangiata senza brontolare eccessivamente.

P.S. la foto non rende merito ma era ora di cena e se volevo immortalarla non avevo molto tempo e scelta.

lunedì 21 novembre 2011

Brownies di Paperina

I miei figli hanno la pessima abitudine di svegliarsi presto. Durante la settimana è perfetto, non li devi trascinare giù dal letto per mandarli a scuola ma il sabato, e soprattutto la domenica, sarebbe bello dormire un po' di più, mica chiedo la luna, magari solo fino alle 8.
Invece no, alle 6.45, massimo le 7.30, sono in piedi, in piena attività.
Adesso che sono più grandicelli, se ci riesco, li spedisco a prepararsi la colazione da soli (latte e cornflakes e il latte lo prendono freddo), almeno guadagno circa mezz'ora, sempre che non inizino a litigare.
Questa domenica sentivo Claudia ordinare: latte! poi Zucchero!, incuriosita (credevo stesse schiavizzando il fratello) scendo borbottando un:"che cavolo state combinando?" e loro, con gli occhi da pubblicità del Mulino Bianco mi rispondono che stavano preparando una torta, Claudia leggeva gli ingredienti e Francesco glieli portava. "E poi quando l'avremmo dovuta mettere al forno ti avremmo chiamata" concludono. Tesori miei.
Ecco cosa si è preparato (grazie anche al marito che è uscito al volo a prendere le uova):

BROWNIES DI PAPERINA (da Disney - Ricette da fiaba)

Ingredienti
200 gr burro
240 gr zucchero
120 gr cacao amaro
1 bustina aroma vaniglia
1 cucchiaino scorza arancia grattugiata (omesso perchè Claudia non ama trovare le buccette)
3 uova, sbattute
60 gr acqua
150 gr farina
1/2 cucchiaino di lievito
1/4 cucchiaino di sale

Scaldare il forno a 180°. Imburrare una teglia 24 x 24 e rivestirla di carta forno.
Sciogliere il burro senza farlo friggere ed unire nel mixer tutti gli ingredienti secchi, poi aggiungere il burro, mescolare, aggiungere le uova sbattute con l'acqua e mescolare di nuovo.
Infornare per 30 minuti circa (vale sempre la prova dello stecchino).
Lasciar freddare e tagliare a quadratini.

Li abbiamo portati allo zio che compiva gli anni.
Splendidi.





venerdì 18 novembre 2011

Le ricette di Marilena: Sedano rapa con wurstel



Una ricetta facile facile , utile però per offrire una pietanza diversa e dieteticamente leggera:

Ingredienti:
Un piccolo sedano rapa, grande come una mela o poco più
Wurstel
Uno spicchio di aglio
Poco olio evo
Sale e pepe

Preparazione:
Spaccare il sedano pulito in 4 spicchi e farlo scottare in acqua salata per 5-6 minuti in pentola a pressione.
Tagliarlo a fette sottili e, dopo asciugato, metterlo in padella coperta con l’olio, l’aglio,  il sale, il pepe ed il wurstel tagliato in tranches.
Dopo 15-20 minuti servire, condendo se piace con aceto balsamico di Modena.



martedì 18 ottobre 2011

Delizie Divine

DELIZIE DIVINE (come diventare una dea in cucina)
Luxury books
ISBN 8875500665
€ 42,00

Per quanto mi riguarda cucinare è sempre stata una cosa seria, non mi piace chi si improvvisa e chi improvvisa, così, pasticciando. Il cibo è un bene prezioso e per me deve essere valorizzato ed apprezzato. Invidio moltissimo tutti coloro che si lanciano in nuove preparazioni, nuovi abbinamenti ma credo che alla base ci debbano essere delle ricette scritte, da cui trarre spunto o a cui tornare.
Non amo, però, chi della cucina e del cucinare e del mangiare, ne fa qualcosa di elitario, esclusivo, per me deve essere inclusivo, tutti possono cucinare, tutti possono apprezzare se viene loro insegnato nei giusti modi.
Maestra di questo modo di intendere la cucina è sicuramente NIGELLA LAWSON, nota food writer ed ottima cuoca. Ha una sua trasmissione in onda sul canale satellitare del Gambero Rosso. Mi piace il suo modo di porre le ricette, semplice e con quelle annotazioni che potrebbero essere pure le nostre. Sono raccolte tantissime ricette, corredate (molte ma non tutte) di foto semplici ed essenziali.
Ho provato diverse ricette di questo libro e, devo riconoscergli, una ampia onestà nella descrizione delle ricette.
Infine il prezzo non è affatto popolare, quindi, se magari avete una data da festeggiare si può approfittare per farselo regalare o per regalarselo ;o).

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giovedì 29 settembre 2011

Comma ammazza-blog. Post dedicato a Gasparri & C.

Premessa: mi reputo una persona a 360°, questo vuol dire che se parlo di cucina parlo di me ed in me c'è tutto. Credo ancora che quel che è pubblico è privato e ciò che è privato è anche pubblico. Per questo aderisco.

Nobavaglio
Premessa: ieri sera a Porta a Porta si è parlato del comma 29, il cosiddetto ammazza-blog, ma gli spettatori di certo non avranno capito di cosa si tratta. E siccome per Gasparri e dintorni Internet è uno strumento micidiale, è evidente che i nostri politici e la nostra classe dirigente 1) non sanno niente della rete e pure legiferano su di essa 2) non hanno idea del mondo che c'è qui dentro 3) hanno bisogno di un corso full immersion del comma ammazza-blog che stanno per legiferare. Bene il corso glielo offriamo noi, gratuitamente, perché caro Gasparri sì, Internet è uno strumento micidiale di libertà, di creatività, di condivisione di sapere e di conoscenza. Mondi inesplorati, capisco perfettamente (Arianna).

Probabilmente oggi stesso ricomincerà il dibattito parlamentare sul disegno di legge in materia di riforma delle intercettazioni, disegno di legge che introdurrebbe, una volta approvato, numerose modifiche al nostro ordinamento lungo tre direttrici: limitazioni alla utilizzabilità dello strumento delle intercettazioni da parte dei magistrati; divieto di pubblicazione di atti di indagine per i giornalisti, anche se si tratta di atti non più coperti da segreto; estensione di parte della normativa sulla stampa all’intera rete.
Cerchiamo di chiarire sinteticamente i dubbi espressi in materia.

Il disegno di legge di riforma delle intercettazioni ha un impatto significativo sulla rete?
Il ddl di riforma della normativa sulle intercettazioni influisce sulla rete in due modi, innanzitutto perché le limitazioni introdotte dal ddl in merito alla pubblicabilità degli atti di indagine riguarda, ovviamente, anche la rete, relativamente al giornalismo professionale, ma soprattutto perché in esso è presente il comma 29 che è scritto specificamente per la rete. Cosa prevede il comma 29? Il comma 29 estende parte della legislazione in materia di stampa, prevista dalla legge n. 47 del 1948, alla rete, in particolare l’art. 8 che prevede la cosiddetta “rettifica”.

Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere dei media unidirezionali e di bilanciare le posizioni in gioco. Nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, un semplice cittadino potrebbe avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie, e comunque ne trascorrerebbe molto tempo con ovvi danni alla sua reputazione. Per questo motivo è stata introdotta la rettifica che obbliga i direttori o i responsabili dei giornali o telegiornali a pubblicare gratuitamente le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti che si ritengono lesi.

Il comma 29 estende la rettifica a tutta la rete?
La norma in questione estende la rettifica a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”. La frase “ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica” è stata introdotta in un secondo momento proprio a chiarire, a seguito di dubbi sorti tra gli esperti del ramo che propendevano per una interpretazione restrittiva della norma (quindi applicabile solo ai giornali online), che la norma deve essere invece applicata a tutti i siti online. Ovviamente sorge comunque la necessità di chiarire cosa si intenda per “siti informatici”, per cui, ad esempio, potrebbero rimanere escluse la pagine dei social network, oppure i commenti alle notizie. Al momento non è dato sapere se tale norma si applicherà a tutta la rete, in ogni caso è plausibile ritenere che tale obbligo riguarderà gran parte della rete.

Entro quanto tempo deve essere pubblicata la rettifica inviata ad un sito informatico?
Il comma 29 estende la normativa prevista per la stampa, per cui il termine per la pubblicazione della rettifica è di due giorni dall’inoltro della medesima, e non dalla ricezione. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”.

E’ possibile aggiungere ulteriori elementi alla notizia, dopo la rettifica?
Il ddl prevede che la rettifica debba essere pubblicata “senza commento”, la qual cosa fa propendere per l'impossibilità di aggiungere ulteriori informazioni alla notizia, in quanto potrebbero essere intese come un commento alla rettifica stessa. Ciò vuol dire che non dovrebbe essere nemmeno possibile inserire altri elementi a corroborare la veridicità della notizia stessa.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è sostanzialmente quella della legge sulla stampa, la quale chiarisce che le informazioni da rettificare non sono solo quelle contrarie a verità, bensì tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni “da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità”, laddove essi sono i soggetti citati nella notizia. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia. Non si tratta affatto, in conclusione, di una valutazione sulla verità, per come è congegnata la rettifica in sostanza si contrappone la “verità” della notizia ad una nuova “verità” del rettificante, con ovvio scadimento di entrambe le “verità” a mera opinione (Cassazione n. 10690 del 24 aprile 2008: “l’esercizio del diritto di rettifica… è riservato, sia per l’an che per il quomodo, alla valutazione soggettiva della persona presunta offesa, al cui discrezionale ed insindacabile apprezzamento è rimesso tanto di stabilire il carattere lesivo della propria dignità dello scritto o dell’immagine, quanto di fissare il contenuto ed i termini della rettifica; mentre il direttore del giornale (o altro responsabile) è tenuto, nei tempi e con le modalità fissate dalla suindicata disposizione, all’integrale pubblicazione dello scritto di rettifica, purché contenuto nelle dimensioni di trenta righe, essendogli inibito qualsiasi sindacato sostanziale, salvo quello diretto a verificare che la rettifica non abbia contenuto tale da poter dare luogo ad azione penale”).

Come deve essere inviata la richiesta di rettifica?
La normativa non precisa le modalità di invio della rettifica, per cui si deve ritenere utilizzabile qualunque mezzo, fermo restando che dopo dovrebbe essere possibile provare quanto meno l’invio della richiesta. Per cui anche una semplice mail (non posta certificata) dovrebbe andare bene.

Cosa accade se non rettifico nei due giorni dalla richiesta?
Se non si pubblica la rettifica nei due giorni dalla richiesta scatta una sanzione fino a 12.500 euro.

Che succede se vado in vacanza, mi allontano per il week end, o comunque per qualche motivo non sono in grado di accedere al computer e non pubblico la rettifica nei due giorni indicati?
Queste ipotesi non sono previste come esimenti, per cui la mancata pubblicazione della rettifica nei due giorni dall’inoltro fa scattare comunque la sanzione pecuniaria. Eventualmente sarà possibile in seguito adire l’autorità giudiziaria per cercare di provare l’impossibilità sopravvenuta alla pubblicazione della rettifica. È evidente, però, che non si può chiedere l’annullamento della sanzione perché si era in “vacanza”, occorre comunque la prova di un accadimento non imputabile al blogger.

La rettifica prevista dal comma 29 è la stessa prevista dalla legge sulla privacy?
No, si tratta di due cose ben diverse anche se in teoria ci sarebbe la possibilità di una sovrapposizione parziale. La legge sulla privacy consente al cittadino di chiedere ed ottenere la correzione di dati personali, mentre la rettifica ai sensi del comma 29 riguarda principalmente notizie.

Con il comma 29 si equipara la rete alla stampa?
Con il suddetto comma non vi è alcuna equiparazione di rete e stampa, anche perché tale equiparabilità è stata più volte negata dalla Cassazione. Il comma 29 non fa altro che estendere un solo istituto previsto per la stampa, quello della rettifica, a tutti i siti informatici.

Con il comma 29 anche i blog non saranno più sequestrabili, come avviene per la stampa?
Assolutamente no, come già detto con il comma 29 non si ha alcuna equiparazione della rete alla stampa, si estende l’obbligo burocratico della rettifica ma non le prerogative della stampa, come l’insequestrabilità. Questo è uno dei punti fondamentali che dovrebbe far ritenere pericoloso il suddetto comma, in quanto per la stampa si è voluto controbilanciarne le prerogative, come l’insequestrabilità, proprio con obblighi tipo la rettifica. Per i blog non ci sarebbe nessuna prerogativa da bilanciare.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Se ritengo che la rettifica non sia dovuta, posso non pubblicarla?
Ovviamente è possibile non pubblicarla, ma ciò comporterà certamente l’applicazione della sanzione pecuniaria. Come chiarito sopra la rettifica non si basa sulla veridicità di una notizia, ma esclusivamente su una valutazione soggettiva della sua lesività. Per cui anche se il blogger ritenesse che la notizia è vera, sarebbe consigliabile pubblicare comunque la rettifica, anche se la stessa rettifica è palesemente falsa.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica, il titolare del dominio, il gestore del blog?
Questa è un’altra problematica che non ha una risposta certa. La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi è il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Anche qui non è possibile dare una risposta certa al momento. In linea di massima un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

Pensavo di creare un widget che consente agli utenti di pubblicare direttamente la loro rettifica senza dovermi inviare richieste. In questo modo sono al riparo da eventuali multe?

Assolutamente no, la norma prevede la possibilità che il soggetto citato invii la richiesta di rettifica e non lo obbliga affatto ad adoperare widget o similari. Quindi anche l’attuazione di oggetti di questo tipo non esime dall’obbligo di pubblicare rettifiche pervenute secondo differenti modalità (ad esempio per mail).

Pensavo di aprire un blog su un server estero, in questo modo non sarei più soggetto alla rettifica?

Per non essere assoggettati all’obbligo della rettifica è necessario non solo avere un sito hostato su server estero, ma anche risiedere all’estero, come previsto dalla normativa europea. E, comunque, anche la pubblicazione di notizie su un sito estero potrebbe dare adito a problemi se le notizie provengono da un computer presente in Italia.

E’ vero che in rete è possibile pubblicare tutto quello che si vuole senza timore di conseguenze? E’ per questo che occorre la rettifica?
Questo è un errore comune, ritenere che non vi sia alcuna conseguenza a seguito di pubblicazione di informazioni o notizie online, errore dovuto alla enorme quantità di informazioni immesse in rete, ovviamente difficili da controllare in toto. Si deve inoltre tenere presente che comunque l’indagine penale od amministrativa necessita di tempo, e spesso le conseguenze penali od amministrative a seguito di pubblicazioni online, si hanno a distanza di settimane o mesi. In realtà alla rete si applicano le stesse medesime norme che si applicano alla vita reale, anzi in alcuni casi la pubblicazione online determina l’aggravamento della pena. Quindi un contenuto in rete può costituire diffamazione, violazione di norme sulla privacy o sul diritto d’autore, e così via… Il discorso che spesso si fa è, invece, relativo al rischio che un contenuto diffamante possa rimanere online per parecchio tempo. In realtà nelle ipotesi di diffamazione o che comunque siano lesive per una persona, è sempre possibile ottenere un sequestro sia in sede penale che civile del contenuto online, laddove l’oscuramento avviene spesso nel termine di 48 ore.

Ho letto di un emendamento presentato da alcuni politici che dovrebbe risolvere il problema della rettifica. È un buon emendamento?
Già lo scorso anno fu presentato un emendamento da alcuni parlamentari, che sostanzialmente dovrebbe essere riproposto quest’anno, con qualche modifica. In realtà l’emendamento Cassinelli, dal nome dell’estensore, non migliora di molto la norma: allunga i termini della rettifica a 10 giorni, stabilisce che i commenti non sono soggetti a rettifica, e riduce la sanzione in caso di non pubblicazione. L’allungamento dei termini non è una grande conquista, in quanto l’errore di fondo del comma 29 è l’equiparazione tra rete e stampa, cioè tra attività giornalistica professionale e non professionale, compreso la mera manifestazione del pensiero, tutelata dall’art. 21 della Costituzione, esplicata dai cittadini tramite blog. Per i commenti la modifica è addirittura inutile in quanto una lettura interpretativa dovrebbe portare al medesimo risultato, anzi forse sotto questo profilo l’emendamento è peggiorativo perché invece di “siti informatici” parla di “contenuti online” con una evidente estensione degli stessi (pensiamo alle discussioni nei forum). Tale emendamento viene giustificato con l’esempio del blogger che scrive: “Tizio è un ladro”, ipotesi nella quale, si dice, Tizio ha il diritto di vedere rettificata la notizia falsa. Immaginiamo invece che Tizio effettivamente sia un ladro, la rettifica gli consentirebbe di correggere una notizia vera con una falsa. Se davvero Tizio non è un ladro, invece, non ha alcun bisogno di rettificare, può denunciare direttamente per diffamazione il blogger ed ottenere l’oscuramento del sito in poco tempo.

Ma in sostanza, quale è lo scopo di questa norma?
Una risposta a tale domanda è molto difficile, però si potrebbe azzardarla sulla base della collocazione della norma medesima. Essendo inserita nel ddl intercettazioni, potrebbe forse ritenersi una sorta di norma di chiusura della riforma, riforma con la quale da un lato si limitano le indagini della magistratura, dall’altro la pubblicazione degli atti da parte dei giornalisti. Poi, però, rimarrebbe il problema se un giornalista decide di aprire un blog in rete e pubblicare quelle intercettazioni che sul suo giornale non potrebbe più pubblicare. Ecco che il comma 29 evita questo possibile rischio.

Bruno Saetta - blog
@valigia blu - riproduzione consigliata

mercoledì 28 settembre 2011

biscotti bretoni

E' ricominciata la scuola ed è ricominciata anche la mia lotta quotidiana per la merenda. Cerco, per quanto posso, di non dare ai bambini delle merendine o quanto meno di limitarne l'utilizzo e questo sia perchè gli ingredienti non si possono dire naturali sia perchè, a mio avviso, alterano il gusto: sono tutte dolciastre ma quasi insapori, tutte della medesima consistenza con cose che sembrano cioccolato o creme o pan di spagna ma che in realtà agli originali non assomigliano nemmeno da lontano.
E così la guerra, iniziata ormai da un paio d'anni, è ripresa cone me che cerco di preparare cose buone, genuine che non si sbriciolino, che non contengano marmellata (non piace ad entrambi), non troppa cioccolata (piace ad entrambi), non siano enormi, neppure fritte e che magari si possano preparare ad inizio settimana ( o nel week end) e durino fino al venerdì.
E così eccomi alla prova dei bruscotti bretoni, una specia di frolla più friabile, sapore dolce ma non troppo, energetico ma non una bomba e forse potrebbe sbriciolarsi ma con il mio imballo (prima avvolti nella carta da cucina e poi nell'alluminio) non è accaduto.

Ingredienti:
200 gr burro morbido
3 rossi d'uovo + 1
120 gr di zucchero
370gr farina
1 pizzico di sale

Preriscaldare il forno a 160°, intanto mescolare il burro con lo zucchero ed i 3 rossi d'uovo, fino ad ottenere una crema morbida, poi aggiungere la farina e mescolare fino ad ottenere una pasta leggermente granulosa, a questo punto mettere tutto in frigo per almeno 20 minuti.
Passato il tempo stendere la pasta col mattarello ad una altezza di 4  -  5 mm e tagliare i biscotti, io l'ho fatto con un bicchiere ma ovviamente coppapasta o formine sono benvenuti, li ho punzecchiati nella parte inferiori e messi su una teglia da forno rivestita di carta forno, li ho spennellati un paio di volte a distanza di 5 minuti con l'ultimo rosso d'uovo allungato con un po' d'acqua ed infornati per 10 / 15 minuti.
Una volta freddati li ho messi in una scatola di latta ricprendo ogni strato di carta forno.
A me sono sembrati buoni, mia figlia, dopo averli assaggiati ed avermi garantito che andavano più che bene per la sua merenda, me ne ha riportato mezzo a casa...la guerra continua...





martedì 27 settembre 2011

LE ZUPPE

LE ZUPPE - 600 piatti delle cucine regionali - Slow Food Editore
€ 18,00 - ISBN 9788884991973 - 576 pagg.

Ho acqustato questo libro perchè, solo sfogliando le prime pagine, mi si sono materializzate davanti zuppe, minestre, passati di verdure, piene di odori e profumi. Li vedevo davanti a me, profumate e fumanti, ricette antiche che rievocavano un passato ancestrale, semplici e spesso immediate. Ogni capitolo ha un'introduzione che fa venire voglia di mettersi in cucina. Me ne sono innamorata. E' bello da leggere di per sè oltre ad essere un libro di cucina. Non ci sono foto, e questo tiene basso il prezzo oltre a "costringere" ad immaginare, come i vecchi libri di cucina.

More about Le zuppe

mercoledì 21 settembre 2011

torta rustica di fine estate

Primo giorno d'autunno, il sole è ancora caldo ma da noi c'è vento, abbastanza per non soffrire più di quell'afa soffocante dei giorni scorsi.
Stamattina abbiamo ripreso in mano l'orto e abbiamo piantato carote e carciofi, cavolfiori e broccoli, porri e radicchio.
Sono proprio soddisfatta e così ho preparato questa veloce torta rustica che, a parte la sfoglia, non ha neanche un grande apporto calorico.

Ingredienti:
n.1 confezione pasta sfoglia
4 patate medie
1 cipolla rossa di tropea
150 gr emmental
3 pomodori medi
sale e olio di oliva extra vergine
1 rametto maggiorana

Ho acceso il forno (elettrico ma non ventilato) a 180°.
Ho utilizzato una teglia per pizza di alluminio, l'ho foderata con la carta forno e steso sopra la pasta sfoglia.

Ho sbucciato e fatto a fettine sottili le patate e la cipolla rossa di Tropea e sciacquato e affettato i pomodori. Li ho conditi in un'insalatiera con sale, olio e le foglioline di maggiorana fresca, dopodichè ho distribuito tutto sulla pasta sfoglia.
Ho infornato e cotto per una mezz'oretta. Spento il forno ho lasciato la torta rustica dentro ancora per una decina di minuti e poi servita tiepida a tavola.
Nella foto è tutto ciò che ne è rimasto.

Il valore aggiunto di questo piatto è che, a parte la pasta sfoglia, è tutto coltivato da noi, anche l'olio è di nostra produzione.
Il cibo, così, ha tutto un altro sapore.

lunedì 19 settembre 2011

La Conserva della Neve - Parco dei Daini, Villa Borghese - Roma

mercoledì 14 settembre 2011

Blog a impatto zero - aggiornamento

Ogni blog, per funzionare, produce CO2. Doveconviene.it propone, per tutti i blog che aderiscono a questa iniziativa, di piantare un albero, in modo da annullare le emissioni prodotte.
Funziona? Sarà vero?
Proviamo, tutte le informazioni le trovate qui.

Aggiornamento.

Mi sono resa conto che la sintesi è un bene, ma stavolta ho esagerato ;o).
Sono andata a farmi un giretto sul sito in questione per capire, e quindi spiegare meglio, l'iniziativa.

In cosa consiste l'iniziativa?
Lo scopo è di ridurre le emissioni di anidride carbonica. Ogni anno un blog produce almeno 3,6kg di CO2, mentre un solo albero può eliminarne 5Kg e vive in media 50 anni!
Per ogni blog che aderisce al progetto viene piantato un albero, in modo da eliminare la produzione di anidride carbonica di ciascun sito per i prossimi 50 anni!
Un sito web produce una media di circa 0,02 g di CO2 per ogni visita, ipotizzando 15.000 pagine visitate al mese, questo si traduce in 3,6 kg di CO2 l’anno.
La Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) ha stimato che un albero trasforma ogni anno in media circa 10kg di CO2 in ossigeno.

Dove vengono piantati gli alberi?
Al momento, il progetto di riforestazione attivo è dislocato a Göritz. Si tratta di un piccolo villaggio tedesco, dove è in corso un progetto importante, che prevede la piantagione di 27,000 alberi.

Cos'è e di cosa si occupa Doveconviene.it?

Doveconviene.it si occupa di aggregare i volantini della catene commerciali ( Mediaworld, Unieuro, Ikea, Lidl solo per citarne alcune), in modo che gli utenti possano sfogliare i volantini e confrontare le offerte in un unico sito prima di effettuare i propri acquisti.

Grazie ad internet ed ai volantini digitali siamo in grado di salvaguardare il nostro pianeta, avendo sempre la possibilita di essere informati sugli sconti e le promozioni; vantaggi per il consumatore, per le aziende e anche per l’ambiente.

Oltre a far risparmiare carta e quindi a salvare alberi, da oggi Doveconviene.it vuole anche a piantarne di nuovi con l'iniziativa "il tuo blog ad impatto zero", che permette a chiunque aderisca, in maniera totalmente gratuita, di abbattere l'impatto ambientale del proprio sito o blog.

Per maggiori dettagli sul progetto, la scelta delle piante e l'ecosistema in cui si inserisce, visita
http://www.iplantatree.org/project/7 Volantini Doveconviene per l'ambiente

Zucche & zucche

Edizioni del Baldo - € 6,00 - ISBN 8863635390

Volevo iniziare le mie recensioni librario culinarie con questo libricino che assomimiglia ad un quaderno. Quest'anno ho ottenuto ben 4 zucche, 2 normali ma 2 veramente fuori misura e così ho cominciato a guardarmi intorno su come le avessi potute utilizzare e così mi sono imbattuta in questo libro. All'interno ci sono non solo 150 ricette, notizie curiose e soprattutto, quello che mi ha attirato era una grafica veramente allettante.

More about Zucche and zucche

martedì 13 settembre 2011

Ma cosa ci fa una libreria in cucina ?

Volevo inaugurare questa nuova sezione del blog dove posso parlare dei miei libri di cucina perchè è vero che molto spesso l'ispirazione la prendo dalla rete ma i libri hanno un altro fascino, rimane per me incredibile sfogliare, leggere, annusare un libro, ancora di più uno di cucina. Negli anni ne ho accumulati una discreta quantità e, anche se meno di prima, almeno due o tre l'anno ne compro.
Col tempo sono diventata più esigente e loro, i libri, sono diventati più cari, quindi bisogna acquistarli con maggiore attenzione e sebbene il mio metodo di scelta sia assolutamente personale (non credo di aver acquistato mai, tranne forse un caso un libro pubblicizzato) mi piace l'idea di avere un angolo dove poter dare la mia opinione sui libri acquistati.
Lo dico prima, nessuno mi paga per dire bene o male o così così di un libro, questo è un quaderno con opinioni personali riguardo tutto ciò che scrivo e come tale deve essere preso.

lunedì 12 settembre 2011

L'INIZIO DELLA FINE

Il titolo è un po' definitivo, ma non era proprio quello il senso.
Oggi sono tornati a scuola, la Grande e il Piccolo. Negli ultimi 10 giorni era stata desiderata, si annoiavano, faceva caldo ma si stava a casa, i compiti, per chi ce li aveva, erano stati finiti in tempo, ogni tanto il pomeriggio si andava ai giardinetti, una festa di compleanno per rompere la noia di questo autunno che non vuole saperne di arrivare.
Avevamo fatto acquisti: grembiuli nuovi, quadernoni e la Grande aveva anche scoperto un paio di ballerine che aveva dimenticato di avere e pure il Piccolo aveva ritrovato le sue scarpe chiuse dopo 3 mesi di ciabatte e piedi scalzi.
Insomma tutto era pronto per questa mattina. Grembiuli e cartelle.
Miracolosamente la Grande e suo Padre sono riusciti ad uscire puntuali, arrivati a scuola non c'era nessuno, dopo qualche minuto la Grande lo ha congedato: Vai vai e con un bacio si sono salutati sul portone semideserto della scuola elementare.

Il Piccolo ed io ce la siamo presa comoda e verso le 8,20 siamo usciti di casa dopo 5 minuti persi ad allacciare il grembiule a quadretti. Era il primo giorno di scuola dell'ultimo anno della materna, si preannunciava un anno caldo, non solo metereologicamente, alla scuola materna sarebbe tornata al Maestra Terribile ed i genitori erano tutti sul piede di guerra. Di certo io non ero troppo tranquilla, non volevo che il Piccolo avesse brutti ricordi della scuola materna anche in vista della scuola elementare.
Eravamo pronti, siamo usciti, belli carichi, io che gli facevo il pippone sul fatto che dovesse fare il bravo, che ormai faceva parte dei Grandi, che avrebbe dovuto aiutare le maestre, etc etc.
Arrivati davanti alla scuola ci siamo accorti che lo zainetto era rimasto a casa, girata la macchina, recuperato lo zainetto e tornati  a scuola (magie che si possono fare quando si abita in un paese di poco più di mille anime...).
Bambini che sciamavano ovunque, mamme che entravano ed uscivano, una bimba che tentava, serenamente, la fuga e che veniva regolarmente recuperata da un solerte bidello.
Il Piccolo si nasconde, dietro le porte, dietro di me e alla fine il Pianto e, ad un certo punto, appare lei, la Maestra Terribile. Sorriso timido, sapeva che non la si sarebbe accolta a braccia aperte, invece io in quel momento avevo bisogno di essere salvata da un Figlio Mammone reduce da 3 mesi di "pura vacanza" (cit. sigla Phineas & Ferb) preso da crisi di pianto. La Maestra Terribile lo ha preso in braccio e poi rimesso a terra (pesa troppo) e poi gentilmente lo ha portato in classe parlandogli con la voce più dolce che aveva, che non era granchè, ma si stava sforzando, ed io apprezzo molto gli sforzi.
L'inizio della fine c'è stato, il diavolo non è stato, almeno all'inizio, nero come lo avevamo dipinto.
Ora li vado a recuperare ed ascoltare, se hanno voglia, il loro primo giorno di scuola.

martedì 6 settembre 2011

Liquore al basilico

50 foglie grandi di basilico
500 gr alcool 95°
300 gr zucchero
700 gr acqua

Tempo di preparazione: 2 giorni
Invecchiamento: almeno 1 mese

In una bottiglia o recipiente a chiusura ermetica inserire le foglie di basilico e coprirle con l'acool. Lasciarle in infusione per 24 ore.
Passate le 24 ore mettere sul fuoco bassissimo l'acqua e lo zucchero, mescolare finchè lo zucchero non sarà completamente sciolto e quindi l'acqua sarà totalmente limpida. Non dovrebbe essere particolarmente calda, aggiungerla all'alcool con le foglie di basilico e lasciare in infusione ancora 24 ore.
Passate anche queste 24 ore filtrare il tutto e chiudere in bottiglia (da circa 1,5 l) e sistemare al buio e non caldo per 1 mese circa.

Consigli per l'uso: si può bere freddissimo liscio oppure allungato con la Schweppes oppure allungato con acqua bollente, come fosse un punch al basilico.


martedì 7 giugno 2011

BRIOSCINE ZUCCHEROSE

Trovare qualcosa che i figli accettino di mangiare per merenda sta diventando assai difficile.
Così sono andata a cercare in giro qualcosa di sfizioso ma anche genuino e sono cascata su queste brioscine.
Ho temporeggiato assai a farle, ma da quando l'esimio genitore mi ha fatto dono di questo è veramente semplice e veloce.
E i bambini hanno gradito discretamente...

Ingredienti

250 gr farina 00 (in origine era manitoba ma seguendo il loro spunto ho preferito usare una semplice 00)
165 gr burro
2/3 uova + 1 tuorlo
50 gra zucchero
10 gr lievito fresco
2 cucchiai di latte
1 cucchiaino di sale
granella di zucchero

Ho mescolato prima gli ingredienti secchi (farina, zucchero e sale) e poi ho aggiunto le uova ed il latte e, infine, il lievito.
La consistenza deve essere tipo pasta di pane, quindi, se necessario, aggiungere un po' di farina o, nel caso fosse troppo duro (ma non mi è mai capitato) aggiungere un po' di latte.
Far lievitare coperto per un'oretta.
Passato il tempo trasferire la pasta lievitata su un piano infarinato e farne un salsicciotto da suddividere in 9 palline da mettere negli stampi da muffin e lasciare lievitare un paio d'ore.
Accendere il forno a 180° (elettrico e non ventilato), spennellare le brioscine col tuorlo d'uovo, cospargere con la granella di zucchero ed infornare a forno caldo per 15/20 minuti.


martedì 31 maggio 2011

TE' FREDDO

L'altro giorno ero al supermercato con mia figlia e mi ha chiesto di comprarle una bottiglia di tè al limone da tenere in fresco visto il caldo. Siccome in genere non chiede niente, tanto meno bibite e siccome è una che non beve (fino a 2 anni beveva esclusivamente camomilla calda, un biberon dopo pranzo ed uno dopo cena e quando ha smesso il biberon è stato un continuo finisci l'acqua...) non ho fatto storie. Assieme abbiamo letto gli ingredienti, cosa ci dovrebbe essere? acqua, tè, zucchero e acido ascorbico e cosa trovo? conservanti ed esaltatori di sapidità. Ma stiamo scherzando? Questa riflessione l'abbiamo fatta assieme. Abbiamo acquistato una bottiglia di tè di marca, una a marchio supermercato e oggi ci facciamo il tè freddo da sole.
Pare facile.

Mia nonna lo faceva mettendo l'acqua in un pentolino di alluminio, quando bolliva ci metteva le sue bustine di earl grey della twinings, dopo qualche minuto le toglieva, limone, zucchero, tuttto dentro una bottiglia di vetro col tappo e via in frigo.
Non l'ho mai fatto, bevo tè ma caldo, in inverno.
Cerco in giro dosi e quantità e trovo 2 scuole di pensiero: infusione calda e infusione fredda.
Cacchio! Che fare? Due esperimenti!!
Ho preso una bottiglia di vetro pulita da 1 litro, l'ho riempita di acqua del rubinetto, ci ho messo 3 bustine di earl grey della twinings e la scorzetta di mezzo limone, più o meno come dicono qui, non è estremamente dettagliato per i tempi. Io l'ho tenuto per una nottata e la mattina dopo ho aggiunto 3 cucchiai di zucchero (misto tra bianco e zucchero di canna). Ho mescolato scuotendo la bottiglia.
Il sapore era veramente buono, niente retrogusto amaro, dolce al punto giusto.
Questa infusione a freddo è stata veramente una bella scoperta.

Parallelamente ho seguito le sue indicazioni e ho messo a bollire 1 litro d'acqua e, a bollore, ho messo 3 bustine, questa volta di infrè, perchè la consumatrice finale è una bambina di 7 anni ed è vivace di suo;o).
Passati i 5 minuti di infusione, abbiamo buttato le bustine e abbiamo aggiunto 4 cucchiai di zucchero e 4 fette di limone, senza scorza (usata da mio marito per il liquore alla salvia, ma questa è un'altra storia...), mescolato tutto e siamo rimaste in attesa che stiepidisse.
Quando la temperatura era decente lo abbiamo trasferito in una bottiglia filtrandolo (soprattutto per eliminare i semi di limone) e messo in frigo.
Il sapore era buono, forse ci sarebbe andato un cucchiaio in più di zucchero (onestamente il tè infrè non è il massimo...).

In conclusione infusione a freddo vs. infusione a caldo, direi 1 - 1.


p.s. questa volta la foto NON è mia, ma recuperata da un sito di immagini gratis...

lunedì 4 aprile 2011

TORTA ALL'ARANCIA

Un po' di tempo fa avevamo deciso, con lei di fare un post a quattro mani e due cucine, ma non dedicandoci solo alla cucina, i nostri tempi non sono coincisi. Abbiamo fatto le torte in contemporanea ma poi non siamo riuscite a sincronizzarci sui post e così mi era rimasta questa torta, buonissima, fatta per un venerdì pomeriggio in cui 5 settenni hanno invaso casa.
E' assai semplice ma il profumo che si spande per la casa è inebriante.

Ingredienti:

80 gr. burro
100 gr. zucchero
2 uova
scorza di un'arancia
il succo di 2 arance
200 gr di farina
1 bustina di lievito per dolci

Ingredienti per la glassa:
1 busta grande zucchero a velo
1 arancia

Nel mixer, con le fruste, ho messo lo zucchero, il burro morbido (l'ho tirato fuori dal frigo un paio d'ore prima), i tuorli e ho fatto andare ad una velocità media finché si è formata una bella crema morbida, poi ho aggiunto la scorza dell'arancia tagliata finissima, il succo e poi la farina ed il succo delle 2 arance.
A parte ho montato a neve ferma gli albumi delle 2 uova e poi li ho uniti lentamente all'impasto, a mano, per timore che si smontassero.
Ho imburrato ed infarinato uno stampo da plum cake e l'ho infornata a 180° (a forno già caldo e non ventilato) per una mezz'oretta.
Sfornata la torta ho preparato la glassa: in un pentolino ho messo lo zucchero a velo e il succo d'arancia, poi l'ho messo sul fuoco più piccolo che avevo al minimo e l'ho fatto andare per 5/6 minuti, girando sempre.
Quando è arrivato alla consistenza che volevo (tipo miele) l'ho colato sulla torta sformata.

lunedì 7 marzo 2011

TORTA DI MERINGA AL CIOCCOLATO

Può una foto entusiasmare tanto da convincerti a preparare quel piatto anche se non lo hai mai fatto e provarlo proprio il giorno in cui hai invitato a pranzo amici che non vedevi da anni? Ma si certo, che domande...
 Adoro i dolci e ovviamente il cioccolato e questo era il dolce giusto per concludere un bel pranzo, un dolce da assaporare con calma, chiacchierando, se esistono i dolci da meditazione, beh questo è uno di loro, assolutamente.
La ricetta è di Nigella e si compone di n.3 dischi di meringa al cacao alternati a della crema pasticcera al cioccolato.

Prima fase: dischi di meringa al cacao
Ingredienti:
n. 3 placche da forno
6 albumi
300 gr zucchero di canna semolato
3 cucchiai cacao in polvere (anche se non specificato ho utilizzato quello amaro)
1 cucchiaino di aceto di vino rosso (io ho usato quello balsamico)

Innanzitutto accendere il forno a 140°.
Separare gli albumi dai tuorli (che serviranno poi per la crema pasticcera) e montarli a neve ferma, aggiungere lo zucchero e poi il cacao e l'aceto. Mi raccomando aggiungere tutto delicatamente, un cucchiaio per volta e mescolare dal basso verso l'alto senza troppa energia, perché gli albumi sono abbastanza suscettibili.
Fatto ciò predisponete su ogni placca un foglio di carta da forno e disegnate sopra un cerchio del diametro di 20 cm e dividete il composto per tre ed infornate per un'ora.
Non ho tre placche da forno, solo due, quindi i tempi mi si sono allungati.
Se anche voi non disponete di tre placche, potete seguire il consiglio di Nigella, preparare le tre meringhe la sera prima e lasciarle, una volta cotte, nel forno chiuso e spento, per tutta la notte.
Mentre le meringhe si cuociono si passa alla seconda fase: la crema pasticcera.
Secondo me il nome non è corretto perché è diversa, è una crema pasticcera alla panna con una consistenza cremosa difficile da descrivere.

Ingredienti:
6 tuorli
100 gr zucchero di canna semolato
2 cucchiai di cacao in polvere amaro
2 cucchiai di farina
300 ml latte intero
300 ml panna fresca
100 gr cioccolato (ho utilizzato quello al latte per una svista al momento dell'acquisto)
1 bustina di vanillina
20 gr pistacchi tritati

Mettere in un pentolino latte e panna, a fuoco bassissimo per scaldarli, intanto fare una crema con i tuorli e lo zucchero. Quando il composto di latte e panna si è scaldato, unirlo alla crema di uova e zucchero, mescolare bene facendo sciogliere lo zucchero e rimettere tutto sul fuoco sempre a fiamma bassissima.
Girare spesso perché la crema pasticcera è bastarda dentro e si attacca all'improvviso.
Quando ha raggiunto una consistenza cremosa, non troppo densa perché poi rimarrebbe difficile da spalmare (per intenderci non l'ho fatta bollire), spegnere e lasciarla freddare.
Se avete tempo lasciarla da parte con una spolverata di zucchero a velo in superficie per evitare che si formi la pellicina sopra, se andate di fretta riempire il lavello di acqua freddissima, mettere a "bagnomaria" il pentolino con la crema e mescolare diverse volte finché la crema non si fredda (un abbattitore casalingo...).
A questo punto predisporre il piatto su cui vogliamo servire il dolce, mettere la prima meringa, spalmarla di crema al cacao, sovrapporre la seconda e spalmare anche questa di crema, aggiungere la terza e coprirla con tutta la crema che abbiamo.
In ultimo aggiungere i pistacchi tritati (che io non ho messo perché allergica).
Ora, Nigella dice che va ben per 12, onestamente noi eravamo 4 adulti e 3 bambini e ne sono avanzate 4 porzioni, quindi, o la utilizzate per 12 persone poco golose o per 8 assai golose, fate un po' voi...

giovedì 3 marzo 2011

Non è cucina...

Oggi non si cucina, oggi sono scattati i i ricordi.
Con lo sguardo verso il basso, leggermente spostato a sinistra, sintomo evidente di recupero di ricordi passati.
Vedo scorrere le immagini, come fosse un fil visto tempo fa.
Ho acquistato l'ultimo album di Vecchioni e l'ho messo alto mentre lavoravo e all'improvviso mi è tornato in mente quando, vent'anni fa, scoppiò la guerra nel Golfo, la prima.
Qui fecero il solito terrorismo, la gente corse nei supermercati a far incetta di beni di prima necessità come se la guerra fosse scoppiata da noi ed io la vissi come la prima vera guerra in cui mi sentivo coinvolta, ma perchè?
La CNN si schierò in prima linea per riprendere i soldati che sbarcavano nottetempo, tutti eravamo inchiodati davanti ai televisori a seguire quello che ci sembrava l'evento che segnava un tempo, un prima e un dopo.

Ci mobilitammo, chi tra di noi era contrario. Mi ricordo che col mio fidanzato dell'epoca, ma che fine avrà fatto? dove sarà?, andammo ad una manifestazione contro l'orrore di questa guerra, ma poi questa guerra scoppiò lo stesso.
A scuola, perchè ero al liceo vent'anni fa, la scuola era occupata. Per la guerra nel Golfo? Per la riforma dell'allora ministro della Pubblica Istruzione? Non ricordo.
All'epoca avevo il computer ed era connesso ad una rete primordiale e saltellavo, costosamente, tra le BBS, tra McLink ed Agorà e fu in quei luoghi che lasciai, su di una bacheca generalista, una richiesta di informazioni sull'Iraq e qualcuno, mi scusi se non ricordo più chi fosse, perchè allora ci si conosceva quasi tutti, mi lasciò (non si postava, non si inviava via mail, al massimo di uploadava) uno spaccato dettagliato della storia dell'Iraq, con storie di tribù, conquiste, tragedie, intromissioni di paesi occidentali e quant'altro. Stampai tutto con la mia stampante ad aghi e ne feci una "lectio magistralis" per un seminario di approfondimento organizzato durante l'occupazione della scuola.
Non ero sola dietro quella cattedra, mi sentivo piccola, intimorita dalle facce che avevo davanti ma anche portatrice di informazioni ottenute in modo differente.
Non ero sola, accanto, c'era un mio compagno di liceo, della mia età o forse più grande, un "pericoloso rivoluzionario", di quelli che ti massacravano con la diffusione di "Lotta comunista". Fu uno dei momenti più belli di quei due anni in quel liceo di periferia.
Oggi mi ritrovo madre e mia figlia ha una bimba libica in classe.
Chi mi conosce sa come ho preso di petto, in prima persona, la tragedia che sta avvenendo in Libia.
Quando sento le notizie, non so se sia un caso ma della rivolta libica, che hanno definito "rivoluzione del 17 febbraio" e che dire sono orgogliosa perchè è la data del mio compleanno, non ho visto immagini se non quelle dei quotidiani, dicevo quando sento le notizie non posso non pensare a quella faccetta sempre sorridente che, con un po' di timidezza e un po' col tono di chi sta dicendo una cosa ovvia, raccontava di quando, nei giorni scorsi, lei ed i suoi genitori ed i suoi fratelli, erano andati a mettere la bandiera nuova all'ambasciata libica (anche qui un caso ma l'ambasciata libica a Roma non è lontana da dove abitavo io, ci sarò passata almeno 720 quando andavo alle superiori, più gli anni dell'università, più le volte che facevo la baby sitter ad una bimba ormai diventata donna).
Mia figlia l'ha invitata a casa per giocare, perchè sebbene gli abbia spiegato, senza troppi giri di parole, cosa stia accadendo nella sua terra, per lei è un'amica come le altre, ci litiga, si spintonano, poi fanno pace, si passano pezzi di merenda, ridacchiano. E l'amica le ha risposto con un biglietto, tradizione che abbiamo inaugurato noi per testimoniarle, a nome di tutta la classe, la vicinanza per il dolore e per le preoccupazioni che possano avere in questo momento. Nel biglietto, ancora un po' sgrammaticato, diceva che era contenta per l'invito ma la mamma ancora non si fida a lasciarla sola, soprattutto ora che è così preoccupata per le sorti del suo Paese. Ma appena tutto sarà finito, allora si che verrà. E mia figlia, sempre con un biglietto, come se non si vedessero di persona, come amiche di altri tempi, le ha risposto che quando tutto sarà finito festeggeranno assieme, a casa nostra, e le farà trovare il kebab.
Il tempo è passato, il medioriente seguita ad essere in fiamme, senza pace.
Vent'anni fa ero io ed ora è lei, non che io non ci sia più, per carità, è forse uno dei momenti della mia vita in cui io ci sono più che mai ma questi due ricordi, uno lontano nel tempo, avrebbe detto Tenco, uno recente, di ieri sera, si sono legati assieme con Vecchioni che cantava e le parole, come un ruscello che viene giù dalla montagna, sono venute fuori una dietro l'altra, spontaneamente.